E la nave va… cronaca di un fine settimana in una bolla di “normalità” a bordo di Costa Smeralda

Viviamo da talmente tanto tempo sotto Covid 19 che abbiamo completamente dimenticato il gusto della “normalità”. Siamo oramai affiliati alle mascherine, all’amuchina, ai tamponi e a tutte quelle procedure che fanno parte del nostro quotidiano, quasi come invasori silenti. E’ così normale prendere la mascherina uscendo che lo facciamo automaticamente, come quando prendiamo le chiavi di casa o della macchina. La mascherina fa parte della nostra vita come fosse una cosa normale. il che da l’esatta dimensione di quanto noi esseri umani siamo predisposti per abituarci a tutto, anche alle cose brutte come questa situazione.

Tra tutte le brutte cose che ci ha portato questo anno di follia, forse però la peggiore è il famoso “distanziamento sociale”, la pessima abitudine di non toccarci mai, di tenerci a distanza, di porgere quel brutto gomito agli altri dimenticando piano piano la gioia di un abbraccio amichevole, il gusto di darci un bacio per salutarci, di ballare, di ridere insieme, di fare rumorose e chiassose tavolate dove si condivide la vita. Semplicemente quella vita normale che nessuno di noi vivendola si rendeva conto di possedere. E del suo vero valore assoluto. Oggi si va al ristorante, al bar e si nota subito se un tavolo è affollato…. abbiamo dimenticato il piacere di ballare senza freni, di lasciarci andare alla musica, di condividere… Abbiamo lentamente dimenticato il nostro modo di vivere… in silenzio e senza rendercene conto ci siamo trasformati nella scenografia di un brutto disaster movie, dove voci meccaniche ricordano negli altoparlanti di “mantenere la distanza sociale”, dove adesivi fluorescenti ci ricordano dove camminare, e dove tutto sembra essere scivolato sotto ad una cappa opaca, che ha spento anche i nostri ricordi.

Venerdi grazie ad un evento Geo, mi sono imbarcata su Costa Smeralda, la splendida ammiraglia Costa Crociere, io che sono una poco avvezza al tema, che non amo le grandi navi, lo ho fatto per ragioni di lavoro, per Maavi, per il Network, e forse, in un angolino anche per tornare a vivere per qualche giorno l’atmosfera che da sempre ha caratterizzato il nostro lavoro, la spensieratezza di cenare tra colleghi, di farci una – lunga- serie di cocktail e di passare la serata senza troppi perchè, in quella leggerezza che ci manca da troppo tempo. E, prima di imbarcarmi, inconsciamente inquinata dal comportamento socialmente deviato post Covid ero pronta a trovare la stessa atmosfera a bordo. E sono stata sorpresa e contenta di aver fatto questa scelta.

Costa Smeralda è una splendida nave, di ultimissima generazione, con spazi comuni bellissimi e, incredibilmente di buon gusto. Via i luccichii esagerati, via i ghirigori ridondanti, resta una nave elegante, con moltissimi oggetti di design, tra cui una galleria di modernariato veramente notevole, con spazi eleganti, esterni ed interni. Le cabine, quasi tutte con balcone, si presentano con dimensioni ridotte nella zona letto, ma con un bagno splendido e doppio rispetto alle navi di generazioni precedenti. In generale una atmosfera piacevole, distesa, intrattenimento di alto livello, artisti internazionali, mille cose da fare, veramente una situazione che, in questo momento, sembra quasi portarti in un altro pianeta dove la vita continua e continua anche molto bene. Si ha come la sensazione di entrare in una bolla protetta dove tutto quello che ha accompagnato le nostre vite negli ultimi otto mesi resta fuori, e se ne perde immediatamente il peso e la violenza mentale.

Va assolutamente sottolineato che i protocolli di sicurezza sono superlativi ed attentissimi. Le compagnie di crociera hanno studiato ed attuato un protocollo efficace e preciso, tampone in entrata, gestione attentissima degli spazi comuni senza cartelli fluorescenti, ma con rigorosa attenzione al rispetto delle regole, con estrema gentilezza il personale indica le attenzioni da seguire, ma non si vive con il peso di annunci contini, di segnali esagerati. Nessun buffet, ma alto livello di cibo, ristorante con spazi giusti e tutelati, ma pur sempre con la gente intorno… Spazi comuni dove si evidenza l’abbondanza delle dimensioni senza far pesare al passeggero la condizione di dovuta attenzione… Dopo tre ore a bordo, ho iniziato a dimenticarmi la mascherina in camera… tornando ovviamente a prenderla immediatamente, con il gentile suggerimento del personale di bordo, ma il fatto stesso di dimenticarla sempre in questi 3 giorni, da anche l’esatta dimensione della leggerezza che ho vissuto. Nessuno dice che le regole non debbano esserci. Ma ho imparato che il rispetto delle stesse può essere mantenuto con piacere e continuando a vivere. Costa mi ha regalato i colori del relax e ha avuto il potere di cancellare almeno per qualche giorno il Covid… E mi sento di dire che in questi momenti è un regalo meraviglioso per chiunque.

Dal balcone della mia cabina i porti di Civitavecchia e Savona mi sono apparsi silenziosi, quasi tristi… E, al ritorno vedere le grandi navi ferme come paralizzate nei colori del tramonto, mi ha raccontato visivamente la storia di tutti noi, la storia del turismo: un potenziale gigante di meraviglie e sogni immobile in mezzo al mare… una immagine di una tristezza quasi dolorosa, che in silenzio disegna la nostra situazione attuale, la situazione di un settore che ha sostenuto il nostro paese ed ora è li, cristallizzata in una posizione statica e dolorosa…. Grandi regine senza regno, in attesa di poter riprendere i loro itinerari e la gente a bordo, ferme a ricordare che, in fondo, domani tutto potrà ripartire….. E nell’attesa facciamo si che la gente sappia che una crociera fa bene a chiunque in questo momento, e regala l’inaspettata sensazione che domani è già oggi… e la “normalità” ancora esiste. E fa bene al cuore, ma soprattutto alla nostra speranza. Torneremo a viaggiare, ma nel frattempo, possiamo comunque navigare…..

Giordania terra di antiche memorie

Un viaggio in Giordania è qualcosa che va assolutamente preso sul serio. E’ un viaggio nella nostra memoria storica, un viaggio attraverso i secoli, dove spesso si perdono i confini del tempo e dello spazio, e dove ci si ritrova a passeggiare nei luoghi che raccontano la storia stessa dell’umanità.

Sono arrivata ad Amman di pomeriggio, e già nella luce di questa terra antica si respira qualcosa di unico, che ci contestualizza subito in un luogo pieno di memorie e di storie. Amman è una città disordinata, classica città araba, piena di colori e di costruzioni spesso prive di un senso architettonico definito.

Ma è una città che racconta del popolo degli Ammaniti, situata in una zona collinare tra la Valle del Giordano ed il deserto, è fervida testimonianza storica di un mondo antico. In ogni angolo, tra edifici moderni, spuntano testimonianze storiche antichissime. In particolare il teatro romano, situato davanti all’antica cittadella, resta immoto tra gli edifici moderni, conservando la sua acustica e la sua potenza storica. Una città di contrasti unici, tra piccole botteghe degli artigiani e caffè e negozi di spezie, spuntano mercati e moschee, un popolo in movimento, un popolo colorato e serio nel contempo.

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Lettera da Enrica e dalla Passaggio in Volo ai suoi clienti

Buongiorno a tutti voi…

Sono sempre io, quella che chiamate quando avete voglia di sognare… anzi, siamo tutti noi, Federico, quando avete bisogno di consulenza per treni, aerei, navi o qualsiasi mezzo possibile….

Chiara, che come me ha l’animo della giramondo e quando vi parla di un luogo lo fa con quella luce negli occhi propria di chi ama incondizionatamente il suo lavoro, e vi da quella sensazione di essere in mani sicure…

Carolina, dolce ed educata, con una pazienza infinita è li per risolvere ogni grana assicurativa e, quando si tratta di crociere, diventa come un super eroe, trova tutto, cabine introvabili, tariffe perdute…

Marianna ed Alessia meno piacevoli perché vi ricordano quando è tempo di pagare… ma cercano di farlo sempre con garbo ed educazione…

E poi io…. Enrica…

io che per ogni vostro viaggio controllo tutti affinché sia come il mio stesso viaggio… io che vi tratto uno ad uno come foste Patrimonio dell’Umanità… io che non dormo la notte se per caso tarda un aereo, c’è un problema di camere, qualsiasi cosa non vada come dovrebbe andare… io che ci metto la faccia. Sempre. Che non sono mai sfuggita ad un rimprovero o che quando mi fate un complimento perché il viaggio è stato bello, unico, imperdibile, ogni volta mi commuovo come fosse la prima… e dopo 36 anni sono anche ridicola nel farlo ma… è così che va quando hai questo mestiere nell’anima… e io, come i miei ragazzi, ce l’ho.

Sono sempre stata per voi fonte di allegria, mai di un pensiero negativo…. Ed ora,  arrivato lui, il virus… Covid 19 si chiama. E noi tutti lo odiamo profondamente.

Come uno tsunami ha spazzato via tutto, e dover chiudere seppur temporaneamente quella serranda che pure all’esterno racconta di allegria e viaggi, mi ha fatto così male che non riesco nemmeno a dirvelo bene…. Quando ci passo davanti mi si stringe lo stomaco fino a farvi male… perché io quel posto lo amo. E lo amo pieno di voi che arrivate, chiedete… a volte rompete anche… ma giuro, rompetemi sempre… perché per me, per noi, quelle rotture sono vita. E una vita che ci piace tanto.

Ci auguriamo che tutti voi stiate bene e che questa sosta forzosa vi aiuti a recuperare energie e speranze… non ci piace il tunnel.. Ma se proprio lo dobbiamo attraversare, rendiamolo piacevole.

Questo vuol essere un messaggio positivo e speranzoso… dalla quarantena pensiamo, riflettiamo, ci sentiamo con le ali tarpate… ma siamo qui. E voglio solo dire ad ognuno di Voi che Passaggio in Volo, nonostante la tempesta che stiamo attraversando, appena possibile sarà li, aperta ed accogliente come sempre stata. Pronta a tornare a realizzare i vostri sogni con l’entusiasmo e la gioia di sempre….

Quest’anno saranno vacanze italiane? Non importa. Sapete bene che siamo pronti e preparati su tutto, anche sul nostro meraviglioso paese. E, abbiate fiducia in noi. E se volete sostenerci dopo questa orribile batosta che ci ha ferito tanto (ho visto svanire 6 mesi di lavoro precedente e tutto quello che stiamo perdendo ora… ma siamo tosti, resistiamo con forza) allora venite a prenotare da noi anche quello che avreste fatto da soli…. Internet non sorride, noi si. 

E mai come in questa occasione avete potuto vedere come, prenotare in agenzia, è stata sinonimo di assistenza e garanzia….

Per quanti di voi hanno un voucher per i viaggi che avete dovuto spostare, bene, sappiate che, dopo questo brutto incubo avete la certezza di poter tornare prestissimo a viaggiare. Saremo li per quello…. Per quanti invece non hanno prenotato nulla… noi, i Vs agenti di viaggio, vi aspettiamo a braccia aperte appena si potrà riaprire…

Abbiamo voglia di tornare a realizzare i vostri sogni. E ci auguriamo di poterlo fare presto.

Con sincero affetto e stima

Passaggio in Volo – Enrica Montanucci

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i 400 giorni che hanno cambiato la ns vita

Come ritrovarsi in guerra senza sapere perché…

Oggi mi guardo alle spalle e vedo un percorso incredibile, che in questi tempi di totale follia mi ha messo veramente in una condizione che, in nessun caso, nemmeno con tutta la fantasia del mondo avrei mai potuto immaginare di fare. Ma, in tutta onestà, questo percorso che, per dirla come la direbbe un mio amico di settore, è stato quello di un salmone impazzito. Tutto in salita, tutto controcorrente. Ma tutto tremendamente emozionante.

Non voglio ripercorrere la storia, quella la sapete tutti.. anche perché gran parte la abbiamo scritta insieme. Ma mi chiedete sempre, in ogni incontro, la stessa cosa: come hai fatto? Chi ti ha dato la forza? E allora, a furia di sentirmelo dire, ho pensato anche io alla risposta giusta. Perché questa domanda, sembra strano, ma non me la sono mai fatta. Io so solo che, davanti alla paura di perdere quel lavoro che mi da emozione e fantasia, pochi soldi e tanta allegria, mi sono sentita persa. E ho iniziato a cercare nelle mie tasche emotive, tutto quello che potevo mettere in campo per combattere questo rischio. A volte tirando anche fuori a caso emozioni e sensazioni, fuori luogo, fuori tempo, esagerando….. Ma sfido chiunque a non fare lo stesso quando si ha paura. E io avevo una fottuta paura. Di quelle che gelano il sangue, di quelle che non ti fanno dormire….

Nella vita si possono fare tanti percorsi. E in tutta onestà, quando hai studiato ed hai avuto grandi opportunità, se ne possono fare anche di molto remunerativi e prestigiosi… Io ho avuto questo onore e questa possibilità. Ho iniziato nel turismo, per passione, per istinto… e poi un giorno qualcuno mi ha detto “vieni a dirigere questa azienda?” e io un pò stanca, un pò zingara nell’anima, ho detto si. E per undici anni della mia vita ho avuto modo di capire cosa volesse dire essere un manager. Cosa volesse dire avere a che fare con istituzioni, ministeri, pubblica amministrazione, e tanta, tanta, tanta gente. Nel periodo di picco della attività di cui ero Direttore Generale prima e Amministratore Delegato poi, siamo arrivati ad avere 3500 dipendenti. E gestire tanta gente se non ti fa diventare scemo, senza dubbio, ti fortifica… E ti cambia la vita. Perché impari a guardare ben oltre un viso o un gesto. Impari a leggere oltre ogni riga scritta. Perché se vuoi andare avanti, altra strada non c’è. E oggi posso dire che senza quegli anni, probabilmente non ci sarebbe l’Enrica di oggi, e non ci sarebbe probabilmente Maavi. Ma posso anche dirvi senza ombra di dubbio che, nonostante i guadagni ottimi, non c’era giorno in cui non rimpiangevo il mio lavoro di agente di viaggio. Perché non esiste un lavoro che come questo, fa si che i tuoi siano giorni sempre diversi, che le emozioni riempiano i tuoi quaderni, che il mondo che puoi vedere ti costruisca un’anima unica e diversa da tutti gli altri. E questo non si dimentica mai.

Maavi nasce come la corsa di Forrest Gump, ho iniziato a correre per poi accorgermi di colpo che a correre con me erano in tanti. E, aldilà di simpatie ed antipatie personali, aldilà di superficiali giudizi, una sola cosa mi è stata chiara fin da subito: avevo il coraggio di osare. Avevo il coraggio di non perdere nemmeno un centimetro di quel percorso che, in un modo o nell’altro, avrebbe dovuto dare voce sonora ed ascoltata a tutti quelli che, come me, volevano correre. E non mi importava niente delle critiche, degli attacchi, dei giudizi gratuiti e superficiali… Negli anni di management avevo imparato a mie spese cosa volesse dire lasciarsi scivolare addosso le parole di gente che non ti conosce. Arrivi ad un punto che nemmeno le senti più…. e impari ad ascoltare solo quelli che hanno la voglia e l’interesse di conoscerti almeno, prima di parlare. E io mi sono trovata intorno una squadra pazzesca, di quelle che nemmeno volendole mettere insieme, riesci a farlo così bene. E quella squadra di ogni regione, fatta di gente un pò matta, un pò tosta, oggi è la squadra che costituisce il cuore pulsante di Maavi. E, l’unico motore che la anima, credetemi, è una sana e forte passione mischiata ad un incredibile ed inesauribile entusiasmo. Forse perché questo tipo di persone, come noi, alla fine, tra un sorriso ed un abbraccio, sanno trovare sempre il modo di andare avanti, cercare la luce di un faro, ed uscire dalle tempeste.

Sono stati 400 giorni durissimi, sono ancora giorni durissimi. Ma veramente credo che nei nostri ricordi del futuro, questo periodo lascerà un solco incolmabile. E delle volte mi chiedo se mai torneremo quello di prima. Nel bene e nel male. Perché se è vero che abbiamo visto distruggere le nostre aziende, se abbiamo conosciuto l’immobilità forzata, l’impotenza davanti ad un ineluttabile pandemia senza pietà, dall’altro lato tutti abbiamo di colpo ritrovato l’importanza di tante piccole cose. l’incredibile valore della libertà, il piacere dello scambio, il gusto dell’unione e della condivisione. Forse, in questo modo violento ed inaspettato, il destino in qualche modo ci ha comunque fatto uno strano regalo. Il tempo, il poter pensare, il valutare ed apprezzare tutto. E questo regalo è probabilmente inestimabile. E non credo che lo perderemo mai più.

Come ho fatto? non lo so. So che ci sono riuscita grazie a chi è stato al mio fianco, a chi ha creduto in me, a chi mi ha dato il suo tempo e la sua attenzione, a chi mi ha sostenuta quando anche io ho trovato solo lacrime in quelle famose tasche. Ci sono riuscita per quanti di voi la mattina mi hanno detto “grazie enrica per darci coraggio”, per quanti mi hanno scritto in privato sostenendomi, facendomi sentire la responsabilità di continuare quel cammino che ci dovrà vedere necessariamente oltre questi 400 giorni, in un mondo professionalmente nuovo. E di cui, per ognuno di voi , vogliamo essere protagonisti ed autori insieme.

Che cosa ci aspetta? Davvero non lo so. Quello che però so per certo, è che mai, come in questo periodo, la voglia e la fantasia di trovare soluzioni e proposte si sono risvegliate . E che mai come ora l’ascolto di ognuno di voi, l’aprire la mente e renderci conto di essere tanti e tanto forti quanto impauriti, ha fatto di noi un gruppo coeso e pieno di voglia di riscatto e di futuro. E quindi quello che sicuramente ci aspetta, è provare a costruire insieme qualcosa che ci dia soddisfazione ed attenzione, sempre d’ora in avanti. Perché sono certa che tutti noi, tutti quelli che hanno vissuto questi 400 giorni da agenti di viaggio, non ci faremo mai più disarmare da niente e da nessuno. E non smetteremo di essere protagonisti delle nostre aziende e del nostro futuro. Non smetteremo di pensare. Per non smettere di viaggiare mai più.

Quando giro per regioni, e vengo a conoscervi direttamente, ogni volta torno arricchita e piena di idee, e sempre, sempre, sempre, mi stupisco dell’entusiasmo e della forza che siete tutti pronti a darmi senza riserve. Si dice che la gratitudine non esiste.. Ebbene io non posso proprio dirlo. Anzi. Posso giurare con tutta me stessa che il popolo degli agenti di viaggio, sa essere generoso e grato, sa dire grazie a voce alta, sa rendere entusiasmo e forza, e ogni volta mi commuovo davanti a tanta speranza che trovo in giro tra di voi. Si, sicuramente siamo stati messi a durissima prova. Sicuramente siamo fortemente abbattuti, ma… ragazzi quanto amore avete ancora da mettere sul piatto del vostro lavoro. E ve lo dico io che lo incontro in ognuna delle vostre agenzie, negli abbracci, nei sorrisi che mi date… nel grazie che mi mettete sul tavolo e negli occhi pieni di gratitudine e partecipazione: siamo tutti uguali. Siamo gente che, in un modo o nell’altro, ne uscirà. E la promessa che continuo a farmi ed a fare a tutti, è sempre la stessa: dignità, ricostruzione, riorganizzazione e, soprattutto da oggi in poi sacrosanto rispetto per la nostra Categoria. Perché una cosa questi 400 giorni mi hanno insegnato: siamo gente che non molla mai. E meritiamo tutto quello che vogliamo prenderci!

400 giorni che ci hanno cambiato per sempre. 400 giorni che non dimenticheremo mai. Ma io voglio sperare che, un domani, potremo anche dire 400 giorni che hanno fatto di noi una Categoria unica e forte, che da quei 400 giorni ha portato a casa rispetto e voce in capitolo. E questo, credo sia il regalo più grande che possiamo fare a tutti noi.

IL FUTURO CHE VORREI

Indipendenza e strumenti flessibili per le agenzie di viaggio di domani.

E mentre tutto il nostro mondo, quello che conoscevamo, sembra essersi congelato ed essere sempre più statico ed a rilento, a volte, mi ritrovo ad immaginare come vorrei poter ripartire, con quali mezzi, quali strumenti innovativi…. E, in questo cammino, mi sono trovata anche ad ascoltare tantissimi suggerimenti di tutti voi… mail che ci hanno dato idee, punti di vista diversi tra loro, ma spesso complementari…

Di fatto una cosa è sicura: il Covid ha veramente cambiato il nostro mondo. E bisogna anche fare in conti che, in ogni caso, lo ha definitivamente stravolto. Tutte quelle che erano le logiche di mercato, gli atteggiamenti usuali che abbiamo sempre avuto rispetto alla nostra professione, sono stati di colpo spazzati via da questa tempesta assoluta, e ci ritroviamo vicini alla ripartenza (si è così, comunque vada si sta andando verso una ripartenza lenta, ma certa), ancora piuttosto storditi da quanto accaduto e, spesso, confusi in quello che bisogna affrontare.

Mettendo insieme suggerimenti ed idee vostre e nostre, ci troviamo sicuramente a considerare che tutti, o quasi tutti, sottolineate l’importanza di ritornare centrici in questo mercato impazzito. E come se il rischiare di perdere il nostro lavoro, di colpo tutti ci siamo resi conto non solo di amarlo, ma di volerlo continuare a fare al meglio che sia possibile. 

La cosa più sottolineata da ognuno di voi è senza dubbio il nostro ruolo nel mercato. Vogliamo tutti tornare protagonisti ed essere padroni delle nostre agenzie, in tutte le accezioni che questo comporta: scegliere chi vendere, vendere al meglio, tutelare margini e qualità, riprendere possesso di una professionalità che dovremo adeguare ed evolvere per un cliente che da oltre un anno mangia pane e tecnologia, ma di fatto, tutto questo può essere visto come uno stimolo o una sfida interessante e non come un nemico.

Ci piace immaginare una rete di acquisto, innovativa e libera, dove si tutelano margini, qualità e soprattutto indipendenza e libertà di scelte. E dove si mettono a disposizione strumenti che ognuno di noi potrebbe tarare sulle proprie esigenze. Come? Ve lo spiego. Pensate che ogni agenzia, in base alla propria storia, alla posizione ed al target di cliente ha decisamente esigenze diverse. E che non è pensabile immaginare servizi uguali per tutti, o da proporre come parte di servizi di un gruppo per tutti gli appartenenti. In una evoluzione del mercato ci piacerebbe immaginare qualcosa di unico e personalizzato, modulabile dalla stessa agenzia, che si possa magari scegliere un anno per poi cambiarlo l’anno successivo, o, ancora, un insieme di servizi che siano “pacchetti” da poter scegliere in base alle proprie esigenze. Una sorta di service con scelte sempre diverse, cercate, scelte e disegnate da noi stessi in base a quanto è più vicino alle nostre necessità.

Per essere chiari: c’è chi ha bisogno ad esempio di liste nozze, ma non le vuole standard, c’è chi ha bisogno della gestione social, ma la vuole personalizzata, unica non uguale a tutti gli altri… c’è chi ha bisogno di un gestionale, ma che non sia full ma solo commerciale, chi invece lo vuole solo amministrativo… e ancora, c’è chi ha bisogno di realizzare il sito, ma non un sito con un format uguale per tutti, ma il “suo” sito, chi ha solo bisogno di riempirlo di contenuti…

O pensate a corsi di formazione che vi evolvano “on demand”, perché magari siete degli assi del social ma non capite niente di digitalizzazione, o perché non avete mai affrontato un business plan in modo concreto e potete apprendere ad ottimizzare la vostra azienda…..

Immaginate quindi che, invece che andare verso la standardizzazione delle agenzie sempre più diffusa, l’uguaglianza per branchi, andiamo invece verso l’esatto contrario: l’assoluta personalizzazione con prezzi possibili, la distinzione e l’unicità grazie a dei sistemi evoluti che consentano di avere questi servizi a costi ragionevoli e soprattutto senza vincoli di appartenenza né di rinnovo…. 

E’ come pensare di disegnare ogni anno il nostro percorso in modo indipendente, con scelte magari sempre diverse, che ci consentano di stare dietro ad un mercato che, inutile non prenderne atto, sarà sempre di più in continua evoluzione e con esigenze sempre nuove. Un mercato che è pensato con un sistema condiviso per rimanere al centro della scena, il vero agente di viaggio per consulenza ed unicità verso il cliente, ma che abbia strumenti digitali, capacità di rendersi unico anche agli occhi del cliente, e che sempre di più concentri la sua attenzione alla prevenzione ed alla stimolazione del desiderio del cliente. Insomma … l’agente di viaggio di domani. Non uno tra altri 2000, ma uno unico, che sia riconoscibile, che abbia prodotto sempre nuovo e personalizzabile, che non sia un rivenditore ma che sia il professionista di cui sarà impossibile fare a meno quando si tratta di investire per il proprio tempo libero o per pianificare al meglio il business travel per la propria azienda affidandosi a chi sa ottimizzare costi e servizi come nessun altro… 

Quale sarà l’agente di viaggi del domani? Senza dubbio dovrà essere tante cose: informato, preparato, sempre pronto a scambiare opinioni in modo facile con i colleghi, evoluto, e soprattutto estremamente elastico. Con margini di guadagno alti, con accesso a formazione e pronto a prendere il cliente prima ancora che lui stesso sappia dove vuole andare… sarà un agente di viaggio super formato, ma soprattutto sarà un agente di viaggio che faccia della sua unicità l’arma veramente vincente del suo business. 

Il faro per noi è sempre stato un simbolo, e lo deve diventare per ognuno di noi: un faro che ci aiuti ad illuminare un cammino difficile, ma che con scambi ed informazione condivisa, diventi un cammino evolutivo. E si sa, ad evolverci siamo tutti pronti… 

Per finire quale è il futuro che vorrei? Quello dove le agenzie di viaggio saranno libere e specializzate e diverranno nuovamente il centro del mercato di chi vuole comprare…. 

E, parola di agente di viaggio, ci stiamo attrezzando per far si che non sia solo un desiderio…. Stay tuned

QUANDO SPERANZA BALLA IL VALZER E VIAGGIARE RESTA UN SOGNO

Siamo arrivati veramente ad un punto in cui tutto sembra non avere più alcun senso…. E’ di questi giorni la notizia dell’apertura ai viaggi per turismo in paesi della zona C. 

E tutti a rallegrarsene, i voli charter con fotografi e reportage, qualche timido tentativo di clienti incuriositi… una atmosfera quasi post nucleare, con tanta voglia di fare e poche certezze..

Ci hanno lasciato 3 giorni tranquilli, tutti con la mente verso la prossima estate, speranze timide che si sono riaffacciate alle nostre scrivanie…. E poi….

Questo è il paese dove tutti parlano. Anche io… quindi lo possono fare proprio tutti. 

E ognuno, serenamente, tira acqua al proprio mulino. Il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca,  si è precipitato a protestare, se vogliamo anche con ragione, contro il fatto che si possa viaggiare all’estero, e non in Italia. 

Dato assolutamente vero e peraltro totalmente assurdo.

Bocca e una serie di partiti politici, hanno immediatamente cavalcato la notizia, con un sonoro “j’accuse” contro il ministro Speranza, facendo notare che decidere di aprire le frontiere e chiudere le regioni è una decisione quantomeno controversa. 

E ripeto mai ragione fu più fondata. 

Solo che viviamo, ripeto,  nel paese della comunicazione strumentalizzata, e soprattutto in un paese in cui, per ragione di pura propaganda politica, le reazioni del singolo, specie quando questo singolo è Ministro della Salute, diventano vendetta a cielo aperto.

E’ di oggi l’ordinanza del suddetto Ministro Speranza dove si stabilisce che, rientrando da qualsiasi paese, anche Ue, diventa d’obbligo la quarantena…. 

Con buona pace dei poveri vacanzieri di ritorno, che si troveranno a dover restare a casa comunque, ferie o no. E con delirio totale di chi stava pensando di muoversi (e che ci avrebbe fatto comodo a tutti).  

E tale ordinanza uscita in modo tanto puntuale dopo le dichiarazioni di opposizione e di Federalberghi, sa veramente tanto di ritorsione inutile e dannosa. E soprattutto non fa che acuire una guerra tra poveri che non aiuta nessuno, soprattutto il nostro settore, che, ancora una volta,  ne paga ogni costo.

A questo punto viene spontaneo chiedersi se la politica o meglio, la guerra mediatica di forza tra governo ed opposizione, tra Speranza ed il resto del mondo, sia una guerra tollerabile o se qualcuno con più grano salis debba a questo punto intervenire di urgenza per imporre una maggior collaborazione tra Ministeri e, ancora di più, una pianificazione strategica per la ripartenza del settore.

Perché, di questo passo, non solo il settore non riparte, né in Italia, né per i viaggi all’estero, ma soprattutto, l’industria del Turismo italiano perde quote di mercato nei paesi stranieri, priva della giusta programmazione che da sempre ci ha caratterizzato. I paesi europei comprano voli, pianificano vacanze per l’estate, trovano soluzioni di procedure, impongono tamponi, verifiche e quanto sia di opportuno utilizzo per far ripartire il settore. 

Il nostro Paese invece,  balla il valzer del Ministro, indeciso tra un passo lungo di riaprire e la giravolta di imporre la quarantena.

E’ evidente che la posizione di Maavi non vuole in nessun modo essere politica, Dio ce ne guardi, ma è semplicemente una posizione di criterio e di riflessione: di questo passo, non solo non ne usciamo più, ma soprattutto stiamo continuando a danneggiare la nostra immagine, perché di tutto questo balletto ideologico, di tutte queste mancate prese di responsabilità da parte di chi dovrebbe prenderne per dovere di ruolo, l’unica cosa che resta nella mente della gente è che non si può prenotare niente perché se oggi prenoti perché dicono che si può, domani cancelli perché qualcuno ha cambiato idea, in barba ad ogni saggia riflessione su una ripartenza programmata ed in sicurezza.

Chiederemo spiegazioni? Ma certo che si. Chiederemo spiegazioni, soluzioni, procedure. Ma di fatto, per quante spiegazioni o procedure possiamo chiedere, forse l’unica cosa che sarebbe opportuno imporre a questo punto è un sano out out al caro,  quanto evidentemente fragile Ministro Speranza, che dimostra ancora una volta un tessuto strutturale alquanto liso e non all’altezza del ruolo.

Ma soprattutto ci chiediamo se non sia arrivato il momento di arrabbiarci davvero, tutti insieme, per far si che si inizi a fare seria programmazione di procedure e date di apertura, senza ulteriori sbandamenti, senza cambi di umore e di posizione. 

Perché a noi ballare ci è sempre piaciuto. Ma sulle note di una canzone e non sulla aritmia psichica di chi non ha più la forza di reggere questo carosello. 

Perché alla fine di questa canzone chi ne paga le conseguenze ogni giorno più pesanti siamo noi. E non ne possiamo davvero più. Viaggiare sembra davvero essere diventato un sogno, che per colpa di inesperienza ed incapacità di creare procedure si sta trasformando in un incubo. E questo non possiamo davvero più permetterlo.

PERCHE’ SI SCEGLIE DI LAVORARE NEL TURISMO…E appena te lo chiedono.. già state sorridendo….

Perché un giorno avete scelto di fare “questo lavoro”? proprio questo, malpagato, stressante, snervante…pieno di ansie, pieno di arrabbiature. Perché tra i mille lavori sereni e tranquilli, che ti danno uno stipendio normale a fine mese e spesso ti lasciano in pace dopo l’orario di lavoro,( mentre ognuno di noi sa che questo, è praticamente impossibile se lavori nel turismo,), hai scelto proprio questa professione?
Perché…. E qui si potebbero scrivere libri sul perché….
Sulle mille emozioni che raccontano questa professione.
Sull’ansia di un volo cancellato, ma sull’emozione di quando ti dicono grazie e vedi che hanno gli occhi sognanti… gli stessi tuoi di quando affronti un preventivo… o di quando sali su un aereo, o di quando ti porti a casa un panorama di quelli che ti ricordano che sei un privilegiato….
Perché se viaggiare è privilegio… viaggiare come noi è un miracolo.


E perché non ti stanchi mai di conoscere il mondo, non ti annoi mai… c’è sempre un posto da scoprire, un albergo da raccontare, una emozione da provare….. e anche quando sei in ansia…(perché, dai, sotto sotto ci piace a tutti)… sta’ a vedere che siamo pure un po’ masochisti?
E quanto ci piace quando strappiamo un punto di commissioni in più, un invito ad un educational indimenticabile, un complimento sentito sulla propria professionalità?
Ecco, questi sono solo un piccola parte dei perché hai scelto di fare l’agente di viaggio.
Lo hai fatto perché dentro di te esiste una cosa che si chiama libertà.


E, qualunque vita tu faccia, parlare di viaggi e di emozioni, ti fa sempre sentire libero.

Ti fa sempre volare a vista….
Ed è di questo che io voglio parlare… la libertà… il diritto alla scelta, la meravigliosa sensazione della valutazione, dell’analisi, della costruzione….
Il gusto di guadagnare il giusto.
La libertà di cambiare idea, destinazione, prodotto… semplicemente “pensandoci”.


La libertà di pensiero.
La voglia di incertezza.
Il bisogno di scoperta.
O più semplicemente, la fantasia…..
Ecco perché ho scelto di lavorare nel turismo… forse perché ho sempre amato la fantasia, i cieli aperti, il mare… perché non mi pongono confini…
E, in questo mio cammino, spero di avere tanta gente come me, che è fiera di essere un Agente di Viaggio, ma che proprio i virtù di questo amore, sceglie di camminare in un mondo nuovo, in un mondo di scelte, di costruzione, di sviluppo… in un mondo che può scegliere come vuole che sia il suo futuro. E, insieme prova a scriverlo diverso da ieri…
Si diventa sognatori con questo mestiere…. Forse troppo. O forse no.

Ma muore prima chi ha smesso di sognare.

DUBAI AI TEMPI DEL COVID… e l’Italia resta a guardare….l

Proprio in questi giorni un gruppo di amici e colleghi del Nord Italia, a loro spese, hanno deciso di andare per meno di 120 ore a Dubai…. e di vedere con i loro occhi come si vive la Pandemia negli Emirati Arabi. E, per diritto di cronaca ho deciso con la loro approvazione di raccontarvelo, affinché qualcuno al Governo due domande se le faccia….

Dubai oggi conta una media di contagi come la Lombardia, siamo sui 2000 al giorno. Non è Covid free, vive, anzi, convive con la pandemia come il resto del mondo, ma semplicemente ha scelto la strategia della gestione del problema con lucidità, organizzazione, e senza stroncare l’economia. Gli ospedali funzionano, il livello contagi è stabile da tempo, ma, soprattutto, la vita, e, in particolare, il turismo continua. Serenamente peraltro, come vi dimostrano le foto e questo articolo.

I colleghi sono partiti da Bologna con volo diretto, tamponi e mascherine… volo pieno al giusto livello, anche famiglie a bordo…. tutto molto controllato, ma di fatto, regolare. Negli Emirati hanno deciso con concretezza, di adottare regole rigide, e, semplicemente, di farle rispettare. Senza deroghe. E, vediamo insieme di quali regole si tratta…

TAXI:
Si fanno salire solo 2 persone … e dietro tentativo di corruzione, niente da fare: scendi o vai in due. Semplice, utile, pratico.

TAVOLI AL RISTORANTE:
tassativamente da 7 persone e distanza tra un tavolo e l’altro di 3 metri obbligatoria. Sempre per provocare, si prova ad aggiungere un posto a tavola e, i camerieri in modo prepotente (a ragione) rimettono le cose a posto…

TEATRI :
aperti…. entrate contingentate , ingresso ben diviso e segnalato a terra e sul muro, per evitare ogni dubbio ed ogni forma di assembramento….

ATTRAZIONI E CENTRI COMMERCIALI:

aperti con controllo temperatura e conta delle persone precisa e ordinata

Tutto funzionante ed organizzato per la comune tutela.

ORARI DI APERTURA
i locali chiudono all’1 vuol dire che ordini alle 00 … hai tempo un ora per consumare l’ultima consumazione e alle 00.50 cominciamo a dirti che all’1 devi già essere fuori
NESSUN COPRIFUOCO: assolutamente no. Tantissime regole, multe decise per chi non indossa la mascherina e non rispetta quanto chiaramente indicato e, in tutto ciò, la vita continua.

Anche gli hotel sono pieni al 70%, hanno regole precise con gli spazi stabiliti, ma spiaggie aperte, servizi perfettamente funzionanti, e, soprattutto la vita che va avanti, organizzata per gestire un problema indiscusso ed indiscutibile, ma, a quanto pare gestibile con criterio.

A questo punto viene spontaneo farsi domande: all’occhio critico di chi viaggia per professione, e che questo viaggio lo ha fatto per testare ed analizzare cosa accade intorno a noi, c’è la possibilità di vivere andando avanti. E che con una seria organizzazione ed un tassativo rispetto delle regole, si può fare….

È forse arrivato il momento che il nostro Stato guardi oltre confine, e provi ad immaginare, oltre ai sostegni che peraltro nemmeno arrivano, ad un modo diverso di provare a far ripartire un Paese che resta la meta preferita di tutto il mondo? È proprio di un Paese evoluto apprendere ed imitare chi ha avuto il coraggio di andare avanti. E, a Dubai, con sano senso pratico, avanti stanno andando. Senza esitazioni. Senza risparmio sui controlli. Ma vanno avanti….e i contagi sono stabili da tempo, si convive anche in modo razionale ed organizzato con il Covid.

Un anno fa iniziava tutto…e nessuno poteva immaginare che, oggi, saremmo stati ancora paralizzati in un mondo cristallizzato ed immobile, che lentamente sta uccidendo la nostra economia ed i nostri sogni… siamo il Paese di santi e condottieri, lo stesso Paese che il mondo lo ha inventato…siamo stati coraggiosi ed impavidi, siamo stati curiosi e pronti al rischio per andare avanti e costruire speranze e storie nuove…. come può essere che, dopo un anno, stiamo vedendo tutto intorno a noi un mondo che, in un modo o nell’altro sta riaccendendo i motori, aprendo le frontiere, trovando modo di ripartire in sicurezza, e noi, in totale enpasse, stiamo solo a guardare?

Forse è tempo di smettere di dire “torneremo a viaggiare” ma è arrivato il momento di dire “torniamo ORA a viaggiare “… mascherine, tamponi, regole ed intelligenza….se non possiamo stroncare il Covid …impariamo a conviverci vivendo….non lasciando che muoia tutto intorno a noi….

IL TEMPO…DONO INASPETTATO DI UN DISASTRO


Tutti siamo tesi a pensare a quale disastro sia stato il Covid…. e, senza dubbio lo è stato e lo è ancora. Il più grande disastro della storia in generale, ma anche il più grande specifico per il nostro settore… ma come sempre ho la buona abitudine di voler cercare qualcosa di valido in ogni cosa, per poi usarla per reagire… ed ho capito quale cosa sia stata buona in questa tragedia: il TEMPO. Per pensare,  per osservare, per cambiare….


Nessuno aveva tempo…nessuno eravamo completamente assorbiti dal ns lavoro, tanto da trovarci a vendere per abitudine, tanto da far ingigantire qualcuno a danno di altri, tanto da aver accantonato la capacità imprenditoriale a favore di ciò che ci rendeva comoda la vita ed il lavoro…. tanto da farci chiudere in grandi cancelli dorati e perdere di vista la ns. individualità per seguire quasi ciecamente il branco…. e, negli anni, perdere di vista anche la ns situazione di Categoria, le ns, posizioni istituzionali…

Di fatto siamo stati portati da noi stessi a scegliere un branco (network, franchisor, associazione) e a seguirlo, limitandoci a recepire le informazioni, accettarle di buon grado o, al limite, opporre qualche borbottio se non proprio soddisfatti, ma poi, sempre per il tempo, a continuare il ns cammino sempre in branco, a danno degli indipendenti, e lasciando che solo pochi decidessero per noi…. perdendo quel famoso ruolo di AGO DELLA BILANCIA che inizialmente caratterizzava la ns specie….

C’è chi vede in questo modello di mercato un sistema valido… e, in certi macro aspetti probabilmente lo è… il fatto di avere strategie comuni, obiettivi commerciali condivisi, vantaggi evidenti di gruppo, sicuramente hanno un valore importante ai fini dello sviluppo dei fornitori. Soprattutto quando ci si compra intere reti di vendita…e, inevitabilmente si decide di fare il bello ed il cattivo tempo. Senza più stare troppo a sentire, anno dopo anno, cosa vogliono i singoli elementi del branco…. A fine 2019 le strategie univoche venivano “comunicate” non più proposte… non discutibili, non valutabili. O le accetti o te ne vai….

Poi un giorno, il destino decide di sparigliare tutto, e lancia sul tavolo un veleno distruttivo, il Covid… e… distrugge ogni piano, ogni disegno… allunga con violenza le ns. giornate, e, di colpo ti ritrovi a pensare che, davanti agli affitti, alle tasse, alle utenze per i quali non hai più introiti sei totalmente solo…. torni ad essere quell’imprenditore “coraggioso” ed autonomo che hai scelto di essere quando hai aperto la tua attività… di colpo i capibranco hanno rinunciato al ruolo “io ti proteggo” per scegliere di essere “si salvi chi può “…. i branchi dispersi dal feroce Covid senza più guida e strategia comune. Silenzio tombale e paura….

E qui, chi ha la testa, ha iniziato a PENSARE. E valutare, capire, comprendere… e, in tantissimi ci siamo resi conto di essere ancora esseri pensanti ed in grado di agire… e, invece di unirci a caso o per mera strategia commerciale, ci siamo uniti per necessità di sopravvivenza e per la Dignità di tornare ad esprimere le nostre posizioni di aziende singole. Abbiamo iniziato a capire che, insieme, siamo un branco unico e ben più grande dei vari branchi singoli. Ma soprattutto insieme abbiamo recuperato il diritto di parlare e far valere i nostri pensieri, le nostre opinioni, i nostri diritti…. uno tra tutti??? I criteri del Fondo Turismo ad esempio…disegnati a puro vantaggio dei grandi… ma eravamo ancora troppo piccoli ed inesperti ai tempi per combattere a dovere… lo abbiamo detto, lo abbiamo chiesto… ma Maavi non aveva ancora quella struttura di oggi. Quella struttura che, da sola, unica sigla, ci ha fatto portare 2200 agenti in piazza, con uno spirito di azione e di unione che non avevamo mai respirato. E che fa rabbia e paura….

La struttura importante, con i mezzi che ci siamo creati, con l’impegno costante e continuo di una Squadra incredibile, fatta da agenti di viaggio con necessità ed obiettivi comuni, senza intenti commerciali, ma con una enorme DIGNITÀ individuale ha portato un risultato enorme: il diritto di dire la nostra. E di essere ascoltati con priorità. Perché cosi in tanti, non è più possibile ignorarci. Perché quei criteri del Fondo, insieme alla tutela degli esclusi, delle nuove aperture, di tutti quelli tra noi che sono parte integrante della nostra Categoria, ora hanno una voce. Che ovviamente disturba chi, dietro ad altisonanti titoli, pensava di poter trascurare le ns. Voci. Magari anche nell’assurda convinzione di essere migliore al punto da poter decidere per noi.

I buoi sono scappati dal cancello. E ora, insieme, camminano verso quei pascoli che sono di tutti. Anche i nostri.

In tanti ci hanno chiesto sottobanco se vogliamo fare un network. La risposta definitiva è una sola NO.

Vogliamo continuare a tutelarci istituzionalmente, Vogliamo creare formazione, evoluzione, rete. Vogliamo avere il diritto di adeguare il vecchio modello di mercato che ci stava stritolando, di renderlo più attento alle nostre esigenze. Vogliamo avere un punto di informazione e condivisione, vogliamo avere il giusto peso che spetta alle imprese nel mondo del turismo.

Non faremo nessuna guerra a nessuno, anzi… aperti e contenti di trovare soluzioni che consentano a tutti di andare avanti, piccoli e grandi. Ma, lo vogliamo fare nel modo più semplice e facile del mondo: avendo voce in capitolo. E lo potremo fare solo nello spirito del 12 gennaio 2021: uniti per passione.

Il tempo di pensare ci è stato dato… è nata Maavi. Ora è il tempo di stare uniti e decidere insieme come camminare al meglio, con un unico obiettivo: tornare ad essere i protagonisti del nostro mondo. E, se a qualcuno dispiace…. a noi no.

TURISMO 2021: quando un capodanno diventa una forma di speranza

Oggi è il 31 dicembre, giornata che in tempi normali ci avrebbe visto finalmente iniziare a rilassarci dopo aver consegnato tutti i documenti di viaggio dei ns clienti, esserci assicurati che erano tutti o quasi tutti arrivati a destinazione, aver scongiurato overbooking e ritardi funesti, avremmo finalmente iniziato a pensare “vabbè ma stasera che faccio io?”… Oppure in caso di organizzazione già disposta, avremmo finalmente pensato a trucco e parrucco, a cene e dopocena, finalmente liberi di goderci il meritato relax…. E dopo i consulenti botti e trenini funesti, e Brigitte Bardot Bardot, un giorno dopo l’altro sarebbe ricominciata la giostra: “quante pratiche?”, “ma tu ci vai in Bit?” , “ma quando aprite le prenotazioni estate?”, “ma quando arrivano i cataloghi”, “e questi non hanno posti sufficienti che li vendiamo a fare tanto non confermano mai le richieste”, e via dicendo….. Una confortante (mai come ora) normalità e se volete banalità, alla quale tutti ci eravamo serenamente adattati e, incoscientemente, lasciati andare senza dubbio alcuno….. e solo ora scopriamo quanto ci piaceva…..

A dirlo oggi sembra un qualcosa di lontanissimo e, incredibilmente bello. Dieci mesi di pura follia globale, hanno fatto si che il nostro mondo abituale passato, e quello di tutti gli altri in verità, divenisse qualcosa di mitologico e idealmente bellissimo. Dieci mesi di guerra all’umanità ed alla ragione, hanno fatto si che oramai si navighi sempre più a vista, passando dalla depressione all’entusiasmo immotivato, ci stiamo tramutando tutti in fenomeni bipolari senza razionalità…. Ve lo dico gestendo ogni giorno dialoghi con tantissima gente…. arrivano le domande più improbabili… Si passa dal “ma tu mi sai dire quando si riprenderà a viaggiare?” domanda alla quale non posso rispondere se non con una provvidenziale (e soprattutto muta) alzata di occhi al cielo, a “ma tu mi dici in quale modo debbo fare la domanda per quella cosa” piuttosto che “il commercialista dice… ma tu che dici?” o peggio ancora “scusa puoi dire al Mibact che io non ho preso i soldi”…. Ora, io sono fiera di essere considerata in qualche modo un punto di riferimento, ma è anche vero che la paura diffusa, l’irrazionale gestione delle emergenze in primo luogo dal lato istituzionale, la confusione sovrana nel mondo, hanno fatto si che chiunque come me, cerchi di impegnarsi per combattere la pazzia comune e cercare di sopravvivere alla follia, diventi improvvisamente un guru tuttologo…. Non mi stupirei se a breve mi chiedessero cosa contengono i vaccini e se per caso sono sicuri….. Di fatto siamo tutti nella stessa malandata barca che ha perso ogni radar e ogni sistema di navigazione…. e andiamo avanti tra ipotesi e speranze, spesso confondendo le une con le altre, spesso sopravvalutando chiunque apra bocca, senza altra guida se non l’istinto di sopravvivenza e nostra speranza di archiviare al più presto questo 2020 funesto.

E quindi arriva il 2021, che povero figlio, nasce con una inevitabile ansia da prestazione, viste le aspettative di tutto il mondo nei suoi confronti, comunque vada, siamo tutti in attesa che si verifichi il miracolo di riprenderci le nostre vite, di veder risorgere il commercio e non si sa che altro… Di fatto io credo che, almeno per i primi 6 mesi, non succederà niente…. O meglio: vaccini, timida ripresa delle prenotazioni italia mare, piano pianino qualche informazione sui primi lungo raggio post estate… un anno di transizione, un anno in cui diventa fondamentale fare squadra e, soprattutto, evolversi e riprendersi il mercato. In che modo? Ce ne sono tanti, ma di fatto il fare squadra attraverso una associazione che sia veramente rappresentativa delle esigenze di noi agenti come Maavi, ha sicuramente un ruolo importante… Perché? ve lo spiego. Perché oggi come oggi, la ricerca di metodi evolutivi quali digitalizzazione, sviluppo della presenza compatta sul web, prodotto, condizioni commerciali e filiera significativamente stretta con quegli attori che ancora ritengano la distribuzione professionale l’unico vero plus commerciale del futuro, pur attraverso un sistema che deve necessariamente essere diverso e più digitale diventano essenziali e impossibili da evitare. E poi formazione, accordi importanti e market share condiviso, atto a mantenere equilibri sani tra i fornitori, atto a ridarci quella giusta posizione da protagonisti del mercato che dobbiamo non solo riprenderci ma mantenerci. E, tutto questo, da soli diventa una montagna complessa da scalare, mentre insieme, diventa quasi una sfida che con il giusto sostegno si può almeno provare ad affrontare.

E ancora l’utilizzo del sito sociale Maavi come piazza di scambio, come fonte di informazione condivisa, il saper mantenere un rapporto che in tempi di guerra come quelli che stiamo ancora vivendo è stato facile creare e stringere, ma diventa vincente solo se mantenuto e portato avanti in tempo di pace e di lavoro. Perché attraverso gli equilibri di mercato, la condivisione di informazioni, il sostegno ad operatori locali, lo sviluppo di rete nazionale, e soprattutto, la voce comune di tutto ciò, si può veramente sperare di ritagliarci ancora spazio e speranza nel futuro.

E quindi cosa ci auguriamo per questo 2021 ancora non nato e già così carico di presunte responsabilità? io personalmente mi auguro che quanto abbiamo imparato in questo strano 2020 non venga mai né dimenticato né archiviato. Che la nostra dignità non venga mai più venduta per un fam trip o mezzo punto commissionale, e che ci sia rispetto tra coloro che resteranno in piedi, rispetto di categoria, quello che si instaura tra veterani di battaglie…. Perché è facile nascondere le paure dietro un “finirà questo 2020”, come se un numero alla fine di altri 3 potesse veramente cambiarci il corso degli eventi…. Niente affatto colleghi… niente affatto. Domani è venerdì, il sole sorge comunque, e la verità è che è un giorno come un altro di un periodo duro come mai ne avevamo vissuti. E quindi l’unico augurio che ci possiamo fare per il 2021 è quello di cambiare non il numerino alla fine dell’anno, ma le nostre teste per sempre ed assumere quelle di piccoli imprenditori che, facendo rete, sostenendosi e collaborando, di numeri ne vedranno cambiare tanti altri…. E torneranno quindi a ridere e a ballare e a vivere una vita a colori e a vendere sogni con una nuova consapevolezza: quella di essere professionisti che debbono informarsi, evolversi, fare rete, e sostenersi. e soprattutto fare squadra. Perchè si sa che in squadra si diventa forti davvero..

Buon 2021 a tutti, ma proprio a tutti anche ai pesci grossi che, forse, impareranno che tanti pesci piccoli possono far muovere il mare! Auguri a tutti!

I divieti di Pulcinella – storia (triste) all’italiana

In un Natale che più che sembrare Natale sembra l’incubo del Grinch, tutti chiusi in casa, tutti costretti a fare tristissime videochiamate a nonni e zii, tutti stressati tra quattro pareti che dopo due giorni diventano oppressive in modo scandaloso. Niente cene, a meno di fare accampamenti più pericolosi di ogi altra cosa a livello di contagio, tutto chiuso, tutto stretto nel nome del “proteggiamoci” che, se avesse un criterio comune e condiviso, potrei pure capire…. Soprattutto niente viaggi. Nessun corridoio aperto, non ci si muove nemmeno tra comuni figuriamoci tra continenti… E tutto giustificato con grandi servizi media su tutti i Paesi di Europa che fanno lock down, che stanno peggio di noi… Come se funzionasse davvero il famoso “mal comune mezzo gaudio”.

Ma veramente stanno così le cose? Veramente nessuno viaggia, nessuno si muove e stiamo tutti buoni ad attendere che il vaccino dilaghi e finalmente, mese più, mese meno, si torni alla tanto sospirata normalità? Parrebbe proprio di no….. anzi no senza dubbio. Noi abbiamo gente che per una ragione o per l’altra il mondo comunque lo gira, e quindi è inevitabile avere notizie reali, non filtrate dai media nazionali, che ci raccontano ben altre realtà assai meno piacevoli.

E’ di questi giorni la notizia (sconvolgente peraltro) che alle Maldive sono in full booking…. aperti, pieni di gente di ogni paese del mondo, di tutta europa, e, sorpresa sorpresa, anche ben 267 italiani che, con ovvi ed evidenti motivi di lavoro, stanno serenamente bagnando le beate pudenda nelle acque cristalline dell’Oceano Indiano. E non solo Maldive…. Dubai ha problemi di disponibilità, locali aperti, hotel a pieno ritmo, spiagge piene, ristoranti che ogni sera lavorano serenamente come se il Covid da quelle parti non fosse mai arrivato… e, anche qui, ancora una volta, una quantità di gente da tutto il mondo, da ogni paese di Europa, e, udite udite, una enorme quantità di beati connazionali che, sempre per i succitati motivi di lavoro inderogabili, passeranno Natale e Capodanno al sole benedetto degli Emirati.

A questo punto sorge spontaneo informarsi e si scopre che l’unico paese che chiude i corridoi turistici verso le due mete, è il nostro…. Che in tutti gli altri, con tamponi e varie, viene data la possibilità di andare dove accidente hanno ritenuto più opportuno. E che addirittura, per chi ha il piacere di spendere una fortuna, il Burj El Kalifa, offre il vaccino ai suoi ospiti….. E quindi????? Quindi un mondo che sempre di più si offre ai ricchi e si chiude in modo offensivo e classista al resto del mondo. Quindi una scelleratezza nel prendere decisioni da parte di qualcuno che onestamente offende e tarpa le ali.

Verrebbe quasi spontaneo dire “ma parli per invidia?” No. Per quanto non avrei mai potuto sognare di meglio che andarmi a sdraiare sulle sabbie finissime di qualche atollo maldiviano, o farmi un giro in dune buggy sulle dune rosse di Abu Dhabi, ma se c’è una cosa che non mi ha mai suscitato invidia, perché nella vita ho scelto un mestiere che mi desse modo di farne in abbondanza, sono proprio i viaggi…. Parlo per rabbia. Parlo perché come sempre il nostro paese ha girato la testa verso le nostre aziende, e si è lasciato scappare sotto al nasone distratto tanta di quella gente che non dico avrebbe risollevato le sorti di una stagione violata, ma almeno qualcuno lo avrebbe aiutato… Invece, tutti questi signori, vista l’impossibilità di confermarli sia per i tour operator che per le agenzie di viaggio, hanno serenamente prenotato sul web, i loro resort, i loro voli… andando ad alimentare giganti internazionali che pagano tasse all’estero, e hanno preso voli senza che nessuno facesse loro alcun tipo di controllo rispetto alle “comprovate esigenze di lavoro”. E che poi me lo posso ben immaginare questo lavoro i giorni di Natale e Capodanno… Incredibilmente inderogabile suppongo…..

Vorrei essere molto chiara: non me la prendo con chi lo ha fatto, anzi… di questi tempi sono da applaudire tutti coloro che hanno coraggio e voglia di salire su un qualsiasi aereo diretto ovunque e io personalmente gli batto le mani….. Me la prendo con chi ha fatto in modo che noi non si potesse essere attori di queste vacanze. Con la buffonata delle “comprovate esigenze di lavoro” qualcuno ha suggerito che le cose venissero fatte nel modo meno rintracciabile del mondo (qual miglior occasione del web, tanto immenso quanto insondabile al dettaglio) per potersi comunque fare le agognate vacanze invernali. E ha involontariamente e distrattamente messo tutti noi nella condizione di essere quasi fonti di denuncia. Ancora una volta un atteggiamento scandaloso e sconcertante che dimostra una profonda confusione ed incompetenza generale verso la nostra categoria.

Tristemente scrivo queste righe sognando un futuro migliore, con una amarezza di fondo che mi ricorda che senza dubbio lo otterremo… ma che tutto questo, se gestito con maggior attenzione e con lungimiranza (paese di gente che le regole le rompe per default, lo sappiamo da sempre) avrebbe consentito comunque a qualcuno qualche settimana di respiro…. E’ ora che veramente si inizi a chiedere un rispetto delle regole e controlli accurati e anzi, esattamente al contrario di come è stato fatto, imporre l’acquisto in aziende ufficiali ed italiane, avrebbe portato senza dubbio miglior gestione di tutta la questione.

Pensando ad un domani migliore, ad un turismo davvero organizzato e rispettato, ho momenti di sconforto… ma ricordo a tutti che insieme, ancora siamo in tempo per costruirlo da soli questi domani migliore se nessuno lo riesce a fare….

Domani è già qui….E noi siamo pronti a ripartire?

Parlare di domani in un momento in cui tutto ancora ci sembra cristallizzato nel peggiore dei momenti della nostra storia professionale, sembra quasi una presa in giro. Ma invece non solo non lo è, ma diventa una esigenza ed un modo di reagire sano e costruttivo. Perché nonostante tutto il tempo è volato e questo 2020 che ci sembra non sia mai stato vissuto in verità ha bruciato velocemente non solo le nostre risorse e le nostre stagioni, ma anche la nostra lucidità.

Quando è iniziato il percorso di Maavi, nessuno di noi si aspettava di veder partire una iniziativa che per la prima volta nella storia unisse davvero una quantità importantissima di colleghi. Gente che da sempre era abituata si a ridere e scherzare insieme, ma di fatto, ognuno di noi, davanti ad un cliente, si scordava tutto il resto e ci si ritrovava fondamentalmente soli e indipendenti su ogni azione della nostra vita professionale. Ed è forse stato proprio questo il limite più grande in questi anni. Pochi confronti, poca coesione…. Abbiamo permesso che i grandi si prendessero spazi enormi, abbiamo lasciato che intorno a noi si giocassero le regole del mercato senza renderci conto che da protagonisti assoluti eravamo diventati meri comprimari. E nemmeno troppo ben inquadrati.

Tutto il caos vissuto in questi incredibili 9 mesi ci ha messo davanti ad uno specchio impietoso dove sono emersi nani e ballerine, giganti e tiranni. Dove tutto di colpo ci è sembrato non solo sconnesso e disordinato, ma anche irriguardosamente obsoleto. Eravamo – e in verità ancora siamo – una categoria disgregata, vecchia e non lungimirante. Eravamo un mondo che rischiava (e rischia ancora in verità) di veder crollare tutto alla prima occasione non prevista. Anche se, ad onor del vero, il destino ha picchiato più duro di quanto nessuno potesse mai immaginare, ma bisogna sempre saper trarre insegnamento dalle cadute. E quindi cercando di unire teste e necessità, siamo qui a cercare di disegnare un domani diverso.

La nascita del sito internet Maavi, in verità può sembrare a prima vista un modo un pò più formale di continuare il lavoro fatto sul Gruppo Facebook Maavi #nonsmetteremodiviaggiare, invece è tuttaltro. Con grande impegno ci siamo uniti, vi abbiamo ascoltati, vi stiamo ancora ascoltando per mettere su un punto di incontro, dove non solo avremo modo di trovare utility, servizi, convenzioni, ma anche una sorta di piazza “virtuale” che la mattina, aprendo, potremo utilizzare per trovare notizie, informazioni tecniche, sessioni di formazione, webinair programmati, insomma tante cose che potrebbero rendere il nostro lavoro più fluido e, anche, dei corner “ludici” con piccole cose divertenti, tanto per continuare nello spirito del conoscerci e dell’approfondire il concetto di unione.

Una delle cose che in assoluto ho in evidenza, in questo periodo, è la quantità di gente che ho avuto modo di incontrare e conoscere. E per conoscere non parlo del drink bevuto insieme durante la serata, o dei giorni spensierati che uniscono nei fam trip, dove ci piacciamo più o meno tutti, perchè quando si viaggia, (nessuno lo sa meglio di noi) si è sempre ben disposti…. Parlo del conoscerci con le lacrime agli occhi, con la preoccupazione dentro, con la paura di non farcela…. Quando ho avuto modo di visitare colleghi portando loro la vetrofania di Maavi, ho scoperto bella gente, impaurita, forse sconfortata, ma ancora piena di voglia di credere in qualcosa e di lottare insieme per un futuro che non possiamo permettere a nessuno di rubarci. Ho guardato negli occhi colleghi con i quali non mi prendevo nemmeno un caffè … E ho visto anime belle. Certo, non solo quelle…. Non smetterò mai di dirlo, siamo gente strana, noi agenti di viaggio… siamo gente che parla e non agisce, che giudica e non si espone… abituati da sempre a guardare il ns orticello, a nascondere i panni sporchi e a gridare al lupo al lupo. Ma dopo questa esperienza ho anche visto che invece tanti, tantissimi di noi, sono persone vere e di grandi capacità. E pronti a mettersi in campo, a dire grazie, a portare avanti insieme un pensiero, una voce… e allora penso che in fondo, fino a quando ci sarà gente così, la speranza di costruire una vera Categoria, un settore di Professionisti che hanno imparato a parlare, a confrontarsi, ad unire gli intenti ancora c’è. E per questo ne sarà comunque valsa la pena, oltre ogni insulto, ogni giudizio gratuito, ogni illazione.

Maavi pensa che il domani potrebbe essere fatto di innovazione, di strumenti nuovi che si stanno mettendo in campo… digitalizzazione, coesione, scambio e collaborazione… andiamoci a prendere i clienti sul web, portiamoli nel nostro mondo divenendo quell’anello di congiunzione tra la freddezza di uno schermo e la passione di un cuore, e, impariamo a farlo insieme, noi e quelli tra i tour operator che lavorano in questo senso. Cerchiamo di portare un insieme coeso di agenzie pronte ad evolversi e a combattere e informarsi e formarsi perché domani, per esserci, questo bisogna fare. E noi vogliamo essere la voce di chi ci vuole credere, il punto di incontro di quel confronto e quella crescita che insieme ci potrebbe portare davvero un domani nuovo e migliore.

Sfogliando il mondo…. storia del tempo rubato

Oggi per ragioni di lavoro, mi sono trovata a fare una selezione di foto dei viaggi degli ultimi due anni e….. e all’improvviso mi si è aperto un mondo… anzi mi si è Riaperto il mondo intero….

Tra le tante cose che questo anno maledetto ci ha tolto, forse la più silente è rappresentata dalla gioia e dal senso di totale libertà e crescita che ci regala un viaggio…. E basta trovarsi davanti una raccolta fotografica per volare con la mente in un attimo altrove

Ho aperto un file di foto, cercando qualcosa di specifico, ma, come spesso accade quando mi trovo davanti ai ricordi di viaggio più belli che ho, mi sono fermata alle prime immagini uscite…..Ed ecco che ho sentito all’improvviso il calore del sole nel deserto, sulla route 66, in California, fuori dal ristorante Rosita’s, ho aspirato l’odore dei tacos, e sentito il vento caldo accarezzarmi la pelle… e, alla foto successiva  di colpo un mondo diverso, altrove, in un momento, ed  ero davanti all’incredibile spettacolo del Loi Kratong a Chang Rai, nel nord della Thailandia, con le mille lanterne che volavano nel cielo e la gente impazzita per la strada, ballando e ridendo, lanciando in aria i loro desideri in uno scaramantico rito di felicità….

Ancora un balzo in avanti, oltre il tempo e lo spazio, e l’emozione della bandiera americana che sventola proprio sotto al Golden Gate, nella spettacolare baia di San Francisco e le grida sguaiate dei leoni di mare che aspettano i traghetti proprio al Pier 49…. E ancora il Chinese Theatre con le sue impronte ed i suoi sosia che ti girano intorno, mentre l’odore dei pop corn al caramello ti entra nel naso…

Di colpo dallo schermo esce lo sguardo ironico e sfrontato della giovane cubana mentre, camminando con un passo di danza, ti sorride, invitandoti a vivere quella magica città che è l’Habana uno sguardo che racconta mille vite e mille storie…. La Habana è li, con  Le sue macchine d’epoca, i suoi colori pastello, lo sfavillio della rinnovata plaza Parque Central…. E la magia di un tramonto a Cayo largo, mentre il vento caldo del caribe ti accarezza il vestito ed  accende anima e sensi….

Chiudendo gli occhi e riaprendoli, cambia foto e cambia emozione… il misticismo sfrontato di Angor Wat, in Cambogia, un bambino con una tarantola sul viso…. Una barca sul delta del Mekong, in Vietnam, con i bimbi con occhi senza età, seri come vecchi stanchi, oppure avvolti nei loro serpenti con in quali condividono le giornate quasi come fossero animali domestici… E ancora i colori del mercato del delta, le barche come negozi, le grida dei venditori, e il mio silenzio incantato davanti a tante cose nuove, a tante cose mai viste…. O i volti senza tempo di un ponte in Cambogia, a Siem Rep, immobili eppure pieni di echi….o l’esplosione di oro e di marmo dei templi del nord Thailandia, luce e trina, pura magia… e il colpo di arancio dei monaci che sorridendo si prestano alle foto con cortesia e gentilezza….

Un altro scatto e sei di nuovo negli Stati Uniti, la silouhette del Memorial dell’11 settembre, con le sue dita bianche e spettrali tese verso il cielo, memoria di un dolore che si rinnova ogni volta che le vedi….. e  le cascate del Niagara, maestose che ti lasciano in silenzio davanti al loro rombo continuo… e lo spettacolo di una testa scolpita dal vento nell’antilope canyon, rosso ed incantato… il Lake Powell, immenso e silente e l’assoluta regalità del Grand Canyon dove di colpo ti senti piccolo ed inutile….e il blu del Manhattan Bridge di New York, il suo skyliner…. Il posto dove sempre sei e sarai cittadino del mondo…

Scorri ancora e ti trovi nell’immensità della natura che le Philippine ti offrono senza troppo clamore… un posto tra tutti, El nido Palawan, dove cielo e terra cambiano forma e dimensione, dove ti trovi in canoa dentro un canyon di calcare con le palme che, imbizzarrite, hanno deciso di radicare proprio li, e l’acqua è trasparente fino a 30 metri di profondità, e nel cielo aquile che volano, in acqua mante che veleggiano lente… e senti ancora in gola le lacrime di emozione che il quel momento sono scese per tanta bellezza…… o, ancora più intensa,  la commozione spontanea davanti al più bel tramonto che io abbia mai visto nella vita, con dei colori che fino a quel momento non sapevo nemmeno esistessero davvero, o le spiagge deserte di una bellezza oltre l’immaginario, le isole rotonde,  si stagliano improvvise ed inaspettate in un mare pazzesco…i fiumi che si fondono con la natura, dove non sai dove si inizia e dove si finisce, le immote risaie, i colori che diventano quasi liquidi per la loro intensità…

Ma scatto dopo scatto è la gente ti parla al cuore… le signore che a Boracay si alzano le vesti assurdamente colorate per bagnarsi nelle acque calde del mare, le donne musulmane accasciate sulla spiaggia mentre la giovane figlia rimane in piedi verso il tramonto, la famiglia in acqua serena e rilassata, il rasta dalla treccia impossibile e la mamma e la figlia felici per un bagno veloce…. Facce uniche che ti aprono ricordi definiti e perfetti….

Giri pagina e  di colpo torni a sentire ancora l’eco del suono del flauto di Pan nella notte, mentre, a piedi, scendevi verso Petra, piccole fiaccole nella notte, ed il panorama lunare senza confini, silenzio e magia pura, per poi sfociare in una mare di piccole luci distese per terra ed suono profondo di uno strumento che non conoscevi…. Il silenzio che si impone immediato davanti alla porta del Tesoro illuminata con luci di mille colori… e di giorno a seguire, i volti scolpiti, gli occhi neri come l’ebano, i bambini sorridenti, la gente del posto…..l’incredibile bellezza di un luogo magico, il deserto del Wadi Rum, una  mandria di cammelli immota nella sabbia,  e raffiche di vento a sollevare la sabbia fine e sottile che ti sembra ancora di sentire sulla pelle…..e te stesso in una foto che guardi  intorno dalla roccia verso l’infinito e non sai quanto tutto questo ti mancherà nei giorni che sarebbero poi arrivati…… 

E chiudi di colpo la raccolta fotografica perché se da un lato è una emozione così forte che riporta in vita momenti lontani come fossero ieri, è anche vero che nella stessa misura ti presenta il conto dei danni che questo anno ha fatto al nostro cuore ed alla nostra anima… perché niente come il non poter viaggiare mi fa sentire perduta… e le immagini di ogni viaggio, ogni momento scolpito nella memoria e raccontato dalle foto rubate velocemente ti da l’esatta dimensione di quanto tutto questo sia una mancanza così dolorosa da creare un fastidio quasi fisico….. e niente come tutto questo mi fa venire la rabbia e la voglia di lottare fino alla fine perché io, senza ombra dubbio, accada quel che accada…. Tornerò a viaggiare, tornerò ad avere gli occhi pieni di sole e le nuvole sulla testa e quello sguardo serio che puo’ sembrare triste invece si sta confrontando con le meraviglie di tutto un mondo….

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