E la nave va… cronaca di un fine settimana in una bolla di “normalità” a bordo di Costa Smeralda

Viviamo da talmente tanto tempo sotto Covid 19 che abbiamo completamente dimenticato il gusto della “normalità”. Siamo oramai affiliati alle mascherine, all’amuchina, ai tamponi e a tutte quelle procedure che fanno parte del nostro quotidiano, quasi come invasori silenti. E’ così normale prendere la mascherina uscendo che lo facciamo automaticamente, come quando prendiamo le chiavi di casa o della macchina. La mascherina fa parte della nostra vita come fosse una cosa normale. il che da l’esatta dimensione di quanto noi esseri umani siamo predisposti per abituarci a tutto, anche alle cose brutte come questa situazione.

Tra tutte le brutte cose che ci ha portato questo anno di follia, forse però la peggiore è il famoso “distanziamento sociale”, la pessima abitudine di non toccarci mai, di tenerci a distanza, di porgere quel brutto gomito agli altri dimenticando piano piano la gioia di un abbraccio amichevole, il gusto di darci un bacio per salutarci, di ballare, di ridere insieme, di fare rumorose e chiassose tavolate dove si condivide la vita. Semplicemente quella vita normale che nessuno di noi vivendola si rendeva conto di possedere. E del suo vero valore assoluto. Oggi si va al ristorante, al bar e si nota subito se un tavolo è affollato…. abbiamo dimenticato il piacere di ballare senza freni, di lasciarci andare alla musica, di condividere… Abbiamo lentamente dimenticato il nostro modo di vivere… in silenzio e senza rendercene conto ci siamo trasformati nella scenografia di un brutto disaster movie, dove voci meccaniche ricordano negli altoparlanti di “mantenere la distanza sociale”, dove adesivi fluorescenti ci ricordano dove camminare, e dove tutto sembra essere scivolato sotto ad una cappa opaca, che ha spento anche i nostri ricordi.

Venerdi grazie ad un evento Geo, mi sono imbarcata su Costa Smeralda, la splendida ammiraglia Costa Crociere, io che sono una poco avvezza al tema, che non amo le grandi navi, lo ho fatto per ragioni di lavoro, per Maavi, per il Network, e forse, in un angolino anche per tornare a vivere per qualche giorno l’atmosfera che da sempre ha caratterizzato il nostro lavoro, la spensieratezza di cenare tra colleghi, di farci una – lunga- serie di cocktail e di passare la serata senza troppi perchè, in quella leggerezza che ci manca da troppo tempo. E, prima di imbarcarmi, inconsciamente inquinata dal comportamento socialmente deviato post Covid ero pronta a trovare la stessa atmosfera a bordo. E sono stata sorpresa e contenta di aver fatto questa scelta.

Costa Smeralda è una splendida nave, di ultimissima generazione, con spazi comuni bellissimi e, incredibilmente di buon gusto. Via i luccichii esagerati, via i ghirigori ridondanti, resta una nave elegante, con moltissimi oggetti di design, tra cui una galleria di modernariato veramente notevole, con spazi eleganti, esterni ed interni. Le cabine, quasi tutte con balcone, si presentano con dimensioni ridotte nella zona letto, ma con un bagno splendido e doppio rispetto alle navi di generazioni precedenti. In generale una atmosfera piacevole, distesa, intrattenimento di alto livello, artisti internazionali, mille cose da fare, veramente una situazione che, in questo momento, sembra quasi portarti in un altro pianeta dove la vita continua e continua anche molto bene. Si ha come la sensazione di entrare in una bolla protetta dove tutto quello che ha accompagnato le nostre vite negli ultimi otto mesi resta fuori, e se ne perde immediatamente il peso e la violenza mentale.

Va assolutamente sottolineato che i protocolli di sicurezza sono superlativi ed attentissimi. Le compagnie di crociera hanno studiato ed attuato un protocollo efficace e preciso, tampone in entrata, gestione attentissima degli spazi comuni senza cartelli fluorescenti, ma con rigorosa attenzione al rispetto delle regole, con estrema gentilezza il personale indica le attenzioni da seguire, ma non si vive con il peso di annunci contini, di segnali esagerati. Nessun buffet, ma alto livello di cibo, ristorante con spazi giusti e tutelati, ma pur sempre con la gente intorno… Spazi comuni dove si evidenza l’abbondanza delle dimensioni senza far pesare al passeggero la condizione di dovuta attenzione… Dopo tre ore a bordo, ho iniziato a dimenticarmi la mascherina in camera… tornando ovviamente a prenderla immediatamente, con il gentile suggerimento del personale di bordo, ma il fatto stesso di dimenticarla sempre in questi 3 giorni, da anche l’esatta dimensione della leggerezza che ho vissuto. Nessuno dice che le regole non debbano esserci. Ma ho imparato che il rispetto delle stesse può essere mantenuto con piacere e continuando a vivere. Costa mi ha regalato i colori del relax e ha avuto il potere di cancellare almeno per qualche giorno il Covid… E mi sento di dire che in questi momenti è un regalo meraviglioso per chiunque.

Dal balcone della mia cabina i porti di Civitavecchia e Savona mi sono apparsi silenziosi, quasi tristi… E, al ritorno vedere le grandi navi ferme come paralizzate nei colori del tramonto, mi ha raccontato visivamente la storia di tutti noi, la storia del turismo: un potenziale gigante di meraviglie e sogni immobile in mezzo al mare… una immagine di una tristezza quasi dolorosa, che in silenzio disegna la nostra situazione attuale, la situazione di un settore che ha sostenuto il nostro paese ed ora è li, cristallizzata in una posizione statica e dolorosa…. Grandi regine senza regno, in attesa di poter riprendere i loro itinerari e la gente a bordo, ferme a ricordare che, in fondo, domani tutto potrà ripartire….. E nell’attesa facciamo si che la gente sappia che una crociera fa bene a chiunque in questo momento, e regala l’inaspettata sensazione che domani è già oggi… e la “normalità” ancora esiste. E fa bene al cuore, ma soprattutto alla nostra speranza. Torneremo a viaggiare, ma nel frattempo, possiamo comunque navigare…..

Giordania terra di antiche memorie

Un viaggio in Giordania è qualcosa che va assolutamente preso sul serio. E’ un viaggio nella nostra memoria storica, un viaggio attraverso i secoli, dove spesso si perdono i confini del tempo e dello spazio, e dove ci si ritrova a passeggiare nei luoghi che raccontano la storia stessa dell’umanità.

Sono arrivata ad Amman di pomeriggio, e già nella luce di questa terra antica si respira qualcosa di unico, che ci contestualizza subito in un luogo pieno di memorie e di storie. Amman è una città disordinata, classica città araba, piena di colori e di costruzioni spesso prive di un senso architettonico definito.

Ma è una città che racconta del popolo degli Ammaniti, situata in una zona collinare tra la Valle del Giordano ed il deserto, è fervida testimonianza storica di un mondo antico. In ogni angolo, tra edifici moderni, spuntano testimonianze storiche antichissime. In particolare il teatro romano, situato davanti all’antica cittadella, resta immoto tra gli edifici moderni, conservando la sua acustica e la sua potenza storica. Una città di contrasti unici, tra piccole botteghe degli artigiani e caffè e negozi di spezie, spuntano mercati e moschee, un popolo in movimento, un popolo colorato e serio nel contempo.

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Lettera da Enrica e dalla Passaggio in Volo ai suoi clienti

Buongiorno a tutti voi…

Sono sempre io, quella che chiamate quando avete voglia di sognare… anzi, siamo tutti noi, Federico, quando avete bisogno di consulenza per treni, aerei, navi o qualsiasi mezzo possibile….

Chiara, che come me ha l’animo della giramondo e quando vi parla di un luogo lo fa con quella luce negli occhi propria di chi ama incondizionatamente il suo lavoro, e vi da quella sensazione di essere in mani sicure…

Carolina, dolce ed educata, con una pazienza infinita è li per risolvere ogni grana assicurativa e, quando si tratta di crociere, diventa come un super eroe, trova tutto, cabine introvabili, tariffe perdute…

Marianna ed Alessia meno piacevoli perché vi ricordano quando è tempo di pagare… ma cercano di farlo sempre con garbo ed educazione…

E poi io…. Enrica…

io che per ogni vostro viaggio controllo tutti affinché sia come il mio stesso viaggio… io che vi tratto uno ad uno come foste Patrimonio dell’Umanità… io che non dormo la notte se per caso tarda un aereo, c’è un problema di camere, qualsiasi cosa non vada come dovrebbe andare… io che ci metto la faccia. Sempre. Che non sono mai sfuggita ad un rimprovero o che quando mi fate un complimento perché il viaggio è stato bello, unico, imperdibile, ogni volta mi commuovo come fosse la prima… e dopo 36 anni sono anche ridicola nel farlo ma… è così che va quando hai questo mestiere nell’anima… e io, come i miei ragazzi, ce l’ho.

Sono sempre stata per voi fonte di allegria, mai di un pensiero negativo…. Ed ora,  arrivato lui, il virus… Covid 19 si chiama. E noi tutti lo odiamo profondamente.

Come uno tsunami ha spazzato via tutto, e dover chiudere seppur temporaneamente quella serranda che pure all’esterno racconta di allegria e viaggi, mi ha fatto così male che non riesco nemmeno a dirvelo bene…. Quando ci passo davanti mi si stringe lo stomaco fino a farvi male… perché io quel posto lo amo. E lo amo pieno di voi che arrivate, chiedete… a volte rompete anche… ma giuro, rompetemi sempre… perché per me, per noi, quelle rotture sono vita. E una vita che ci piace tanto.

Ci auguriamo che tutti voi stiate bene e che questa sosta forzosa vi aiuti a recuperare energie e speranze… non ci piace il tunnel.. Ma se proprio lo dobbiamo attraversare, rendiamolo piacevole.

Questo vuol essere un messaggio positivo e speranzoso… dalla quarantena pensiamo, riflettiamo, ci sentiamo con le ali tarpate… ma siamo qui. E voglio solo dire ad ognuno di Voi che Passaggio in Volo, nonostante la tempesta che stiamo attraversando, appena possibile sarà li, aperta ed accogliente come sempre stata. Pronta a tornare a realizzare i vostri sogni con l’entusiasmo e la gioia di sempre….

Quest’anno saranno vacanze italiane? Non importa. Sapete bene che siamo pronti e preparati su tutto, anche sul nostro meraviglioso paese. E, abbiate fiducia in noi. E se volete sostenerci dopo questa orribile batosta che ci ha ferito tanto (ho visto svanire 6 mesi di lavoro precedente e tutto quello che stiamo perdendo ora… ma siamo tosti, resistiamo con forza) allora venite a prenotare da noi anche quello che avreste fatto da soli…. Internet non sorride, noi si. 

E mai come in questa occasione avete potuto vedere come, prenotare in agenzia, è stata sinonimo di assistenza e garanzia….

Per quanti di voi hanno un voucher per i viaggi che avete dovuto spostare, bene, sappiate che, dopo questo brutto incubo avete la certezza di poter tornare prestissimo a viaggiare. Saremo li per quello…. Per quanti invece non hanno prenotato nulla… noi, i Vs agenti di viaggio, vi aspettiamo a braccia aperte appena si potrà riaprire…

Abbiamo voglia di tornare a realizzare i vostri sogni. E ci auguriamo di poterlo fare presto.

Con sincero affetto e stima

Passaggio in Volo – Enrica Montanucci

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IL TEMPO…DONO INASPETTATO DI UN DISASTRO


Tutti siamo tesi a pensare a quale disastro sia stato il Covid…. e, senza dubbio lo è stato e lo è ancora. Il più grande disastro della storia in generale, ma anche il più grande specifico per il nostro settore… ma come sempre ho la buona abitudine di voler cercare qualcosa di valido in ogni cosa, per poi usarla per reagire… ed ho capito quale cosa sia stata buona in questa tragedia: il TEMPO. Per pensare,  per osservare, per cambiare….


Nessuno aveva tempo…nessuno eravamo completamente assorbiti dal ns lavoro, tanto da trovarci a vendere per abitudine, tanto da far ingigantire qualcuno a danno di altri, tanto da aver accantonato la capacità imprenditoriale a favore di ciò che ci rendeva comoda la vita ed il lavoro…. tanto da farci chiudere in grandi cancelli dorati e perdere di vista la ns. individualità per seguire quasi ciecamente il branco…. e, negli anni, perdere di vista anche la ns situazione di Categoria, le ns, posizioni istituzionali…

Di fatto siamo stati portati da noi stessi a scegliere un branco (network, franchisor, associazione) e a seguirlo, limitandoci a recepire le informazioni, accettarle di buon grado o, al limite, opporre qualche borbottio se non proprio soddisfatti, ma poi, sempre per il tempo, a continuare il ns cammino sempre in branco, a danno degli indipendenti, e lasciando che solo pochi decidessero per noi…. perdendo quel famoso ruolo di AGO DELLA BILANCIA che inizialmente caratterizzava la ns specie….

C’è chi vede in questo modello di mercato un sistema valido… e, in certi macro aspetti probabilmente lo è… il fatto di avere strategie comuni, obiettivi commerciali condivisi, vantaggi evidenti di gruppo, sicuramente hanno un valore importante ai fini dello sviluppo dei fornitori. Soprattutto quando ci si compra intere reti di vendita…e, inevitabilmente si decide di fare il bello ed il cattivo tempo. Senza più stare troppo a sentire, anno dopo anno, cosa vogliono i singoli elementi del branco…. A fine 2019 le strategie univoche venivano “comunicate” non più proposte… non discutibili, non valutabili. O le accetti o te ne vai….

Poi un giorno, il destino decide di sparigliare tutto, e lancia sul tavolo un veleno distruttivo, il Covid… e… distrugge ogni piano, ogni disegno… allunga con violenza le ns. giornate, e, di colpo ti ritrovi a pensare che, davanti agli affitti, alle tasse, alle utenze per i quali non hai più introiti sei totalmente solo…. torni ad essere quell’imprenditore “coraggioso” ed autonomo che hai scelto di essere quando hai aperto la tua attività… di colpo i capibranco hanno rinunciato al ruolo “io ti proteggo” per scegliere di essere “si salvi chi può “…. i branchi dispersi dal feroce Covid senza più guida e strategia comune. Silenzio tombale e paura….

E qui, chi ha la testa, ha iniziato a PENSARE. E valutare, capire, comprendere… e, in tantissimi ci siamo resi conto di essere ancora esseri pensanti ed in grado di agire… e, invece di unirci a caso o per mera strategia commerciale, ci siamo uniti per necessità di sopravvivenza e per la Dignità di tornare ad esprimere le nostre posizioni di aziende singole. Abbiamo iniziato a capire che, insieme, siamo un branco unico e ben più grande dei vari branchi singoli. Ma soprattutto insieme abbiamo recuperato il diritto di parlare e far valere i nostri pensieri, le nostre opinioni, i nostri diritti…. uno tra tutti??? I criteri del Fondo Turismo ad esempio…disegnati a puro vantaggio dei grandi… ma eravamo ancora troppo piccoli ed inesperti ai tempi per combattere a dovere… lo abbiamo detto, lo abbiamo chiesto… ma Maavi non aveva ancora quella struttura di oggi. Quella struttura che, da sola, unica sigla, ci ha fatto portare 2200 agenti in piazza, con uno spirito di azione e di unione che non avevamo mai respirato. E che fa rabbia e paura….

La struttura importante, con i mezzi che ci siamo creati, con l’impegno costante e continuo di una Squadra incredibile, fatta da agenti di viaggio con necessità ed obiettivi comuni, senza intenti commerciali, ma con una enorme DIGNITÀ individuale ha portato un risultato enorme: il diritto di dire la nostra. E di essere ascoltati con priorità. Perché cosi in tanti, non è più possibile ignorarci. Perché quei criteri del Fondo, insieme alla tutela degli esclusi, delle nuove aperture, di tutti quelli tra noi che sono parte integrante della nostra Categoria, ora hanno una voce. Che ovviamente disturba chi, dietro ad altisonanti titoli, pensava di poter trascurare le ns. Voci. Magari anche nell’assurda convinzione di essere migliore al punto da poter decidere per noi.

I buoi sono scappati dal cancello. E ora, insieme, camminano verso quei pascoli che sono di tutti. Anche i nostri.

In tanti ci hanno chiesto sottobanco se vogliamo fare un network. La risposta definitiva è una sola NO.

Vogliamo continuare a tutelarci istituzionalmente, Vogliamo creare formazione, evoluzione, rete. Vogliamo avere il diritto di adeguare il vecchio modello di mercato che ci stava stritolando, di renderlo più attento alle nostre esigenze. Vogliamo avere un punto di informazione e condivisione, vogliamo avere il giusto peso che spetta alle imprese nel mondo del turismo.

Non faremo nessuna guerra a nessuno, anzi… aperti e contenti di trovare soluzioni che consentano a tutti di andare avanti, piccoli e grandi. Ma, lo vogliamo fare nel modo più semplice e facile del mondo: avendo voce in capitolo. E lo potremo fare solo nello spirito del 12 gennaio 2021: uniti per passione.

Il tempo di pensare ci è stato dato… è nata Maavi. Ora è il tempo di stare uniti e decidere insieme come camminare al meglio, con un unico obiettivo: tornare ad essere i protagonisti del nostro mondo. E, se a qualcuno dispiace…. a noi no.

TURISMO 2021: quando un capodanno diventa una forma di speranza

Oggi è il 31 dicembre, giornata che in tempi normali ci avrebbe visto finalmente iniziare a rilassarci dopo aver consegnato tutti i documenti di viaggio dei ns clienti, esserci assicurati che erano tutti o quasi tutti arrivati a destinazione, aver scongiurato overbooking e ritardi funesti, avremmo finalmente iniziato a pensare “vabbè ma stasera che faccio io?”… Oppure in caso di organizzazione già disposta, avremmo finalmente pensato a trucco e parrucco, a cene e dopocena, finalmente liberi di goderci il meritato relax…. E dopo i consulenti botti e trenini funesti, e Brigitte Bardot Bardot, un giorno dopo l’altro sarebbe ricominciata la giostra: “quante pratiche?”, “ma tu ci vai in Bit?” , “ma quando aprite le prenotazioni estate?”, “ma quando arrivano i cataloghi”, “e questi non hanno posti sufficienti che li vendiamo a fare tanto non confermano mai le richieste”, e via dicendo….. Una confortante (mai come ora) normalità e se volete banalità, alla quale tutti ci eravamo serenamente adattati e, incoscientemente, lasciati andare senza dubbio alcuno….. e solo ora scopriamo quanto ci piaceva…..

A dirlo oggi sembra un qualcosa di lontanissimo e, incredibilmente bello. Dieci mesi di pura follia globale, hanno fatto si che il nostro mondo abituale passato, e quello di tutti gli altri in verità, divenisse qualcosa di mitologico e idealmente bellissimo. Dieci mesi di guerra all’umanità ed alla ragione, hanno fatto si che oramai si navighi sempre più a vista, passando dalla depressione all’entusiasmo immotivato, ci stiamo tramutando tutti in fenomeni bipolari senza razionalità…. Ve lo dico gestendo ogni giorno dialoghi con tantissima gente…. arrivano le domande più improbabili… Si passa dal “ma tu mi sai dire quando si riprenderà a viaggiare?” domanda alla quale non posso rispondere se non con una provvidenziale (e soprattutto muta) alzata di occhi al cielo, a “ma tu mi dici in quale modo debbo fare la domanda per quella cosa” piuttosto che “il commercialista dice… ma tu che dici?” o peggio ancora “scusa puoi dire al Mibact che io non ho preso i soldi”…. Ora, io sono fiera di essere considerata in qualche modo un punto di riferimento, ma è anche vero che la paura diffusa, l’irrazionale gestione delle emergenze in primo luogo dal lato istituzionale, la confusione sovrana nel mondo, hanno fatto si che chiunque come me, cerchi di impegnarsi per combattere la pazzia comune e cercare di sopravvivere alla follia, diventi improvvisamente un guru tuttologo…. Non mi stupirei se a breve mi chiedessero cosa contengono i vaccini e se per caso sono sicuri….. Di fatto siamo tutti nella stessa malandata barca che ha perso ogni radar e ogni sistema di navigazione…. e andiamo avanti tra ipotesi e speranze, spesso confondendo le une con le altre, spesso sopravvalutando chiunque apra bocca, senza altra guida se non l’istinto di sopravvivenza e nostra speranza di archiviare al più presto questo 2020 funesto.

E quindi arriva il 2021, che povero figlio, nasce con una inevitabile ansia da prestazione, viste le aspettative di tutto il mondo nei suoi confronti, comunque vada, siamo tutti in attesa che si verifichi il miracolo di riprenderci le nostre vite, di veder risorgere il commercio e non si sa che altro… Di fatto io credo che, almeno per i primi 6 mesi, non succederà niente…. O meglio: vaccini, timida ripresa delle prenotazioni italia mare, piano pianino qualche informazione sui primi lungo raggio post estate… un anno di transizione, un anno in cui diventa fondamentale fare squadra e, soprattutto, evolversi e riprendersi il mercato. In che modo? Ce ne sono tanti, ma di fatto il fare squadra attraverso una associazione che sia veramente rappresentativa delle esigenze di noi agenti come Maavi, ha sicuramente un ruolo importante… Perché? ve lo spiego. Perché oggi come oggi, la ricerca di metodi evolutivi quali digitalizzazione, sviluppo della presenza compatta sul web, prodotto, condizioni commerciali e filiera significativamente stretta con quegli attori che ancora ritengano la distribuzione professionale l’unico vero plus commerciale del futuro, pur attraverso un sistema che deve necessariamente essere diverso e più digitale diventano essenziali e impossibili da evitare. E poi formazione, accordi importanti e market share condiviso, atto a mantenere equilibri sani tra i fornitori, atto a ridarci quella giusta posizione da protagonisti del mercato che dobbiamo non solo riprenderci ma mantenerci. E, tutto questo, da soli diventa una montagna complessa da scalare, mentre insieme, diventa quasi una sfida che con il giusto sostegno si può almeno provare ad affrontare.

E ancora l’utilizzo del sito sociale Maavi come piazza di scambio, come fonte di informazione condivisa, il saper mantenere un rapporto che in tempi di guerra come quelli che stiamo ancora vivendo è stato facile creare e stringere, ma diventa vincente solo se mantenuto e portato avanti in tempo di pace e di lavoro. Perché attraverso gli equilibri di mercato, la condivisione di informazioni, il sostegno ad operatori locali, lo sviluppo di rete nazionale, e soprattutto, la voce comune di tutto ciò, si può veramente sperare di ritagliarci ancora spazio e speranza nel futuro.

E quindi cosa ci auguriamo per questo 2021 ancora non nato e già così carico di presunte responsabilità? io personalmente mi auguro che quanto abbiamo imparato in questo strano 2020 non venga mai né dimenticato né archiviato. Che la nostra dignità non venga mai più venduta per un fam trip o mezzo punto commissionale, e che ci sia rispetto tra coloro che resteranno in piedi, rispetto di categoria, quello che si instaura tra veterani di battaglie…. Perché è facile nascondere le paure dietro un “finirà questo 2020”, come se un numero alla fine di altri 3 potesse veramente cambiarci il corso degli eventi…. Niente affatto colleghi… niente affatto. Domani è venerdì, il sole sorge comunque, e la verità è che è un giorno come un altro di un periodo duro come mai ne avevamo vissuti. E quindi l’unico augurio che ci possiamo fare per il 2021 è quello di cambiare non il numerino alla fine dell’anno, ma le nostre teste per sempre ed assumere quelle di piccoli imprenditori che, facendo rete, sostenendosi e collaborando, di numeri ne vedranno cambiare tanti altri…. E torneranno quindi a ridere e a ballare e a vivere una vita a colori e a vendere sogni con una nuova consapevolezza: quella di essere professionisti che debbono informarsi, evolversi, fare rete, e sostenersi. e soprattutto fare squadra. Perchè si sa che in squadra si diventa forti davvero..

Buon 2021 a tutti, ma proprio a tutti anche ai pesci grossi che, forse, impareranno che tanti pesci piccoli possono far muovere il mare! Auguri a tutti!

I divieti di Pulcinella – storia (triste) all’italiana

In un Natale che più che sembrare Natale sembra l’incubo del Grinch, tutti chiusi in casa, tutti costretti a fare tristissime videochiamate a nonni e zii, tutti stressati tra quattro pareti che dopo due giorni diventano oppressive in modo scandaloso. Niente cene, a meno di fare accampamenti più pericolosi di ogi altra cosa a livello di contagio, tutto chiuso, tutto stretto nel nome del “proteggiamoci” che, se avesse un criterio comune e condiviso, potrei pure capire…. Soprattutto niente viaggi. Nessun corridoio aperto, non ci si muove nemmeno tra comuni figuriamoci tra continenti… E tutto giustificato con grandi servizi media su tutti i Paesi di Europa che fanno lock down, che stanno peggio di noi… Come se funzionasse davvero il famoso “mal comune mezzo gaudio”.

Ma veramente stanno così le cose? Veramente nessuno viaggia, nessuno si muove e stiamo tutti buoni ad attendere che il vaccino dilaghi e finalmente, mese più, mese meno, si torni alla tanto sospirata normalità? Parrebbe proprio di no….. anzi no senza dubbio. Noi abbiamo gente che per una ragione o per l’altra il mondo comunque lo gira, e quindi è inevitabile avere notizie reali, non filtrate dai media nazionali, che ci raccontano ben altre realtà assai meno piacevoli.

E’ di questi giorni la notizia (sconvolgente peraltro) che alle Maldive sono in full booking…. aperti, pieni di gente di ogni paese del mondo, di tutta europa, e, sorpresa sorpresa, anche ben 267 italiani che, con ovvi ed evidenti motivi di lavoro, stanno serenamente bagnando le beate pudenda nelle acque cristalline dell’Oceano Indiano. E non solo Maldive…. Dubai ha problemi di disponibilità, locali aperti, hotel a pieno ritmo, spiagge piene, ristoranti che ogni sera lavorano serenamente come se il Covid da quelle parti non fosse mai arrivato… e, anche qui, ancora una volta, una quantità di gente da tutto il mondo, da ogni paese di Europa, e, udite udite, una enorme quantità di beati connazionali che, sempre per i succitati motivi di lavoro inderogabili, passeranno Natale e Capodanno al sole benedetto degli Emirati.

A questo punto sorge spontaneo informarsi e si scopre che l’unico paese che chiude i corridoi turistici verso le due mete, è il nostro…. Che in tutti gli altri, con tamponi e varie, viene data la possibilità di andare dove accidente hanno ritenuto più opportuno. E che addirittura, per chi ha il piacere di spendere una fortuna, il Burj El Kalifa, offre il vaccino ai suoi ospiti….. E quindi????? Quindi un mondo che sempre di più si offre ai ricchi e si chiude in modo offensivo e classista al resto del mondo. Quindi una scelleratezza nel prendere decisioni da parte di qualcuno che onestamente offende e tarpa le ali.

Verrebbe quasi spontaneo dire “ma parli per invidia?” No. Per quanto non avrei mai potuto sognare di meglio che andarmi a sdraiare sulle sabbie finissime di qualche atollo maldiviano, o farmi un giro in dune buggy sulle dune rosse di Abu Dhabi, ma se c’è una cosa che non mi ha mai suscitato invidia, perché nella vita ho scelto un mestiere che mi desse modo di farne in abbondanza, sono proprio i viaggi…. Parlo per rabbia. Parlo perché come sempre il nostro paese ha girato la testa verso le nostre aziende, e si è lasciato scappare sotto al nasone distratto tanta di quella gente che non dico avrebbe risollevato le sorti di una stagione violata, ma almeno qualcuno lo avrebbe aiutato… Invece, tutti questi signori, vista l’impossibilità di confermarli sia per i tour operator che per le agenzie di viaggio, hanno serenamente prenotato sul web, i loro resort, i loro voli… andando ad alimentare giganti internazionali che pagano tasse all’estero, e hanno preso voli senza che nessuno facesse loro alcun tipo di controllo rispetto alle “comprovate esigenze di lavoro”. E che poi me lo posso ben immaginare questo lavoro i giorni di Natale e Capodanno… Incredibilmente inderogabile suppongo…..

Vorrei essere molto chiara: non me la prendo con chi lo ha fatto, anzi… di questi tempi sono da applaudire tutti coloro che hanno coraggio e voglia di salire su un qualsiasi aereo diretto ovunque e io personalmente gli batto le mani….. Me la prendo con chi ha fatto in modo che noi non si potesse essere attori di queste vacanze. Con la buffonata delle “comprovate esigenze di lavoro” qualcuno ha suggerito che le cose venissero fatte nel modo meno rintracciabile del mondo (qual miglior occasione del web, tanto immenso quanto insondabile al dettaglio) per potersi comunque fare le agognate vacanze invernali. E ha involontariamente e distrattamente messo tutti noi nella condizione di essere quasi fonti di denuncia. Ancora una volta un atteggiamento scandaloso e sconcertante che dimostra una profonda confusione ed incompetenza generale verso la nostra categoria.

Tristemente scrivo queste righe sognando un futuro migliore, con una amarezza di fondo che mi ricorda che senza dubbio lo otterremo… ma che tutto questo, se gestito con maggior attenzione e con lungimiranza (paese di gente che le regole le rompe per default, lo sappiamo da sempre) avrebbe consentito comunque a qualcuno qualche settimana di respiro…. E’ ora che veramente si inizi a chiedere un rispetto delle regole e controlli accurati e anzi, esattamente al contrario di come è stato fatto, imporre l’acquisto in aziende ufficiali ed italiane, avrebbe portato senza dubbio miglior gestione di tutta la questione.

Pensando ad un domani migliore, ad un turismo davvero organizzato e rispettato, ho momenti di sconforto… ma ricordo a tutti che insieme, ancora siamo in tempo per costruirlo da soli questi domani migliore se nessuno lo riesce a fare….

Domani è già qui….E noi siamo pronti a ripartire?

Parlare di domani in un momento in cui tutto ancora ci sembra cristallizzato nel peggiore dei momenti della nostra storia professionale, sembra quasi una presa in giro. Ma invece non solo non lo è, ma diventa una esigenza ed un modo di reagire sano e costruttivo. Perché nonostante tutto il tempo è volato e questo 2020 che ci sembra non sia mai stato vissuto in verità ha bruciato velocemente non solo le nostre risorse e le nostre stagioni, ma anche la nostra lucidità.

Quando è iniziato il percorso di Maavi, nessuno di noi si aspettava di veder partire una iniziativa che per la prima volta nella storia unisse davvero una quantità importantissima di colleghi. Gente che da sempre era abituata si a ridere e scherzare insieme, ma di fatto, ognuno di noi, davanti ad un cliente, si scordava tutto il resto e ci si ritrovava fondamentalmente soli e indipendenti su ogni azione della nostra vita professionale. Ed è forse stato proprio questo il limite più grande in questi anni. Pochi confronti, poca coesione…. Abbiamo permesso che i grandi si prendessero spazi enormi, abbiamo lasciato che intorno a noi si giocassero le regole del mercato senza renderci conto che da protagonisti assoluti eravamo diventati meri comprimari. E nemmeno troppo ben inquadrati.

Tutto il caos vissuto in questi incredibili 9 mesi ci ha messo davanti ad uno specchio impietoso dove sono emersi nani e ballerine, giganti e tiranni. Dove tutto di colpo ci è sembrato non solo sconnesso e disordinato, ma anche irriguardosamente obsoleto. Eravamo – e in verità ancora siamo – una categoria disgregata, vecchia e non lungimirante. Eravamo un mondo che rischiava (e rischia ancora in verità) di veder crollare tutto alla prima occasione non prevista. Anche se, ad onor del vero, il destino ha picchiato più duro di quanto nessuno potesse mai immaginare, ma bisogna sempre saper trarre insegnamento dalle cadute. E quindi cercando di unire teste e necessità, siamo qui a cercare di disegnare un domani diverso.

La nascita del sito internet Maavi, in verità può sembrare a prima vista un modo un pò più formale di continuare il lavoro fatto sul Gruppo Facebook Maavi #nonsmetteremodiviaggiare, invece è tuttaltro. Con grande impegno ci siamo uniti, vi abbiamo ascoltati, vi stiamo ancora ascoltando per mettere su un punto di incontro, dove non solo avremo modo di trovare utility, servizi, convenzioni, ma anche una sorta di piazza “virtuale” che la mattina, aprendo, potremo utilizzare per trovare notizie, informazioni tecniche, sessioni di formazione, webinair programmati, insomma tante cose che potrebbero rendere il nostro lavoro più fluido e, anche, dei corner “ludici” con piccole cose divertenti, tanto per continuare nello spirito del conoscerci e dell’approfondire il concetto di unione.

Una delle cose che in assoluto ho in evidenza, in questo periodo, è la quantità di gente che ho avuto modo di incontrare e conoscere. E per conoscere non parlo del drink bevuto insieme durante la serata, o dei giorni spensierati che uniscono nei fam trip, dove ci piacciamo più o meno tutti, perchè quando si viaggia, (nessuno lo sa meglio di noi) si è sempre ben disposti…. Parlo del conoscerci con le lacrime agli occhi, con la preoccupazione dentro, con la paura di non farcela…. Quando ho avuto modo di visitare colleghi portando loro la vetrofania di Maavi, ho scoperto bella gente, impaurita, forse sconfortata, ma ancora piena di voglia di credere in qualcosa e di lottare insieme per un futuro che non possiamo permettere a nessuno di rubarci. Ho guardato negli occhi colleghi con i quali non mi prendevo nemmeno un caffè … E ho visto anime belle. Certo, non solo quelle…. Non smetterò mai di dirlo, siamo gente strana, noi agenti di viaggio… siamo gente che parla e non agisce, che giudica e non si espone… abituati da sempre a guardare il ns orticello, a nascondere i panni sporchi e a gridare al lupo al lupo. Ma dopo questa esperienza ho anche visto che invece tanti, tantissimi di noi, sono persone vere e di grandi capacità. E pronti a mettersi in campo, a dire grazie, a portare avanti insieme un pensiero, una voce… e allora penso che in fondo, fino a quando ci sarà gente così, la speranza di costruire una vera Categoria, un settore di Professionisti che hanno imparato a parlare, a confrontarsi, ad unire gli intenti ancora c’è. E per questo ne sarà comunque valsa la pena, oltre ogni insulto, ogni giudizio gratuito, ogni illazione.

Maavi pensa che il domani potrebbe essere fatto di innovazione, di strumenti nuovi che si stanno mettendo in campo… digitalizzazione, coesione, scambio e collaborazione… andiamoci a prendere i clienti sul web, portiamoli nel nostro mondo divenendo quell’anello di congiunzione tra la freddezza di uno schermo e la passione di un cuore, e, impariamo a farlo insieme, noi e quelli tra i tour operator che lavorano in questo senso. Cerchiamo di portare un insieme coeso di agenzie pronte ad evolversi e a combattere e informarsi e formarsi perché domani, per esserci, questo bisogna fare. E noi vogliamo essere la voce di chi ci vuole credere, il punto di incontro di quel confronto e quella crescita che insieme ci potrebbe portare davvero un domani nuovo e migliore.

Sfogliando il mondo…. storia del tempo rubato

Oggi per ragioni di lavoro, mi sono trovata a fare una selezione di foto dei viaggi degli ultimi due anni e….. e all’improvviso mi si è aperto un mondo… anzi mi si è Riaperto il mondo intero….

Tra le tante cose che questo anno maledetto ci ha tolto, forse la più silente è rappresentata dalla gioia e dal senso di totale libertà e crescita che ci regala un viaggio…. E basta trovarsi davanti una raccolta fotografica per volare con la mente in un attimo altrove

Ho aperto un file di foto, cercando qualcosa di specifico, ma, come spesso accade quando mi trovo davanti ai ricordi di viaggio più belli che ho, mi sono fermata alle prime immagini uscite…..Ed ecco che ho sentito all’improvviso il calore del sole nel deserto, sulla route 66, in California, fuori dal ristorante Rosita’s, ho aspirato l’odore dei tacos, e sentito il vento caldo accarezzarmi la pelle… e, alla foto successiva  di colpo un mondo diverso, altrove, in un momento, ed  ero davanti all’incredibile spettacolo del Loi Kratong a Chang Rai, nel nord della Thailandia, con le mille lanterne che volavano nel cielo e la gente impazzita per la strada, ballando e ridendo, lanciando in aria i loro desideri in uno scaramantico rito di felicità….

Ancora un balzo in avanti, oltre il tempo e lo spazio, e l’emozione della bandiera americana che sventola proprio sotto al Golden Gate, nella spettacolare baia di San Francisco e le grida sguaiate dei leoni di mare che aspettano i traghetti proprio al Pier 49…. E ancora il Chinese Theatre con le sue impronte ed i suoi sosia che ti girano intorno, mentre l’odore dei pop corn al caramello ti entra nel naso…

Di colpo dallo schermo esce lo sguardo ironico e sfrontato della giovane cubana mentre, camminando con un passo di danza, ti sorride, invitandoti a vivere quella magica città che è l’Habana uno sguardo che racconta mille vite e mille storie…. La Habana è li, con  Le sue macchine d’epoca, i suoi colori pastello, lo sfavillio della rinnovata plaza Parque Central…. E la magia di un tramonto a Cayo largo, mentre il vento caldo del caribe ti accarezza il vestito ed  accende anima e sensi….

Chiudendo gli occhi e riaprendoli, cambia foto e cambia emozione… il misticismo sfrontato di Angor Wat, in Cambogia, un bambino con una tarantola sul viso…. Una barca sul delta del Mekong, in Vietnam, con i bimbi con occhi senza età, seri come vecchi stanchi, oppure avvolti nei loro serpenti con in quali condividono le giornate quasi come fossero animali domestici… E ancora i colori del mercato del delta, le barche come negozi, le grida dei venditori, e il mio silenzio incantato davanti a tante cose nuove, a tante cose mai viste…. O i volti senza tempo di un ponte in Cambogia, a Siem Rep, immobili eppure pieni di echi….o l’esplosione di oro e di marmo dei templi del nord Thailandia, luce e trina, pura magia… e il colpo di arancio dei monaci che sorridendo si prestano alle foto con cortesia e gentilezza….

Un altro scatto e sei di nuovo negli Stati Uniti, la silouhette del Memorial dell’11 settembre, con le sue dita bianche e spettrali tese verso il cielo, memoria di un dolore che si rinnova ogni volta che le vedi….. e  le cascate del Niagara, maestose che ti lasciano in silenzio davanti al loro rombo continuo… e lo spettacolo di una testa scolpita dal vento nell’antilope canyon, rosso ed incantato… il Lake Powell, immenso e silente e l’assoluta regalità del Grand Canyon dove di colpo ti senti piccolo ed inutile….e il blu del Manhattan Bridge di New York, il suo skyliner…. Il posto dove sempre sei e sarai cittadino del mondo…

Scorri ancora e ti trovi nell’immensità della natura che le Philippine ti offrono senza troppo clamore… un posto tra tutti, El nido Palawan, dove cielo e terra cambiano forma e dimensione, dove ti trovi in canoa dentro un canyon di calcare con le palme che, imbizzarrite, hanno deciso di radicare proprio li, e l’acqua è trasparente fino a 30 metri di profondità, e nel cielo aquile che volano, in acqua mante che veleggiano lente… e senti ancora in gola le lacrime di emozione che il quel momento sono scese per tanta bellezza…… o, ancora più intensa,  la commozione spontanea davanti al più bel tramonto che io abbia mai visto nella vita, con dei colori che fino a quel momento non sapevo nemmeno esistessero davvero, o le spiagge deserte di una bellezza oltre l’immaginario, le isole rotonde,  si stagliano improvvise ed inaspettate in un mare pazzesco…i fiumi che si fondono con la natura, dove non sai dove si inizia e dove si finisce, le immote risaie, i colori che diventano quasi liquidi per la loro intensità…

Ma scatto dopo scatto è la gente ti parla al cuore… le signore che a Boracay si alzano le vesti assurdamente colorate per bagnarsi nelle acque calde del mare, le donne musulmane accasciate sulla spiaggia mentre la giovane figlia rimane in piedi verso il tramonto, la famiglia in acqua serena e rilassata, il rasta dalla treccia impossibile e la mamma e la figlia felici per un bagno veloce…. Facce uniche che ti aprono ricordi definiti e perfetti….

Giri pagina e  di colpo torni a sentire ancora l’eco del suono del flauto di Pan nella notte, mentre, a piedi, scendevi verso Petra, piccole fiaccole nella notte, ed il panorama lunare senza confini, silenzio e magia pura, per poi sfociare in una mare di piccole luci distese per terra ed suono profondo di uno strumento che non conoscevi…. Il silenzio che si impone immediato davanti alla porta del Tesoro illuminata con luci di mille colori… e di giorno a seguire, i volti scolpiti, gli occhi neri come l’ebano, i bambini sorridenti, la gente del posto…..l’incredibile bellezza di un luogo magico, il deserto del Wadi Rum, una  mandria di cammelli immota nella sabbia,  e raffiche di vento a sollevare la sabbia fine e sottile che ti sembra ancora di sentire sulla pelle…..e te stesso in una foto che guardi  intorno dalla roccia verso l’infinito e non sai quanto tutto questo ti mancherà nei giorni che sarebbero poi arrivati…… 

E chiudi di colpo la raccolta fotografica perché se da un lato è una emozione così forte che riporta in vita momenti lontani come fossero ieri, è anche vero che nella stessa misura ti presenta il conto dei danni che questo anno ha fatto al nostro cuore ed alla nostra anima… perché niente come il non poter viaggiare mi fa sentire perduta… e le immagini di ogni viaggio, ogni momento scolpito nella memoria e raccontato dalle foto rubate velocemente ti da l’esatta dimensione di quanto tutto questo sia una mancanza così dolorosa da creare un fastidio quasi fisico….. e niente come tutto questo mi fa venire la rabbia e la voglia di lottare fino alla fine perché io, senza ombra dubbio, accada quel che accada…. Tornerò a viaggiare, tornerò ad avere gli occhi pieni di sole e le nuvole sulla testa e quello sguardo serio che puo’ sembrare triste invece si sta confrontando con le meraviglie di tutto un mondo….

Agente di viaggi…un lavoro o uno stile di vita?

A volte mi sono chiesta perché ho scelto di fare l’agente di viaggi….un lavoro che non arricchisce nessuno…pieno di rogne, pieno di difficoltà. Si è soggetti ai capricci del destino, umani e divini, siano essi una guerra, un attentato, un terremoto o come abbiamo recentemente scoperto una assurda pandemia…


Basta un soffio di vento e si rischia di veder volare via gli sforzi di mesi… dipendiamo anche dalla volubilita’ dei clienti, dai “cuggini” con 2 g furbetti smanettoni, dall’ingordigia dei tour operator che vendono direttamente, o dagli albergatori miserandi che invitano il cliente a tornare da loro senza consultarci…
Tante variabili… statisticamente troppe per dare sicurezza a chiunque…
Ma poi….poi ricordi che ogni giorno è diverso dall’altro, che la noia non ci appartiene. Che ogni volta che ti chiedono un viaggio di quelli veri, da preparare liberamente come fosse un quadro, ti senti onnipotente… ricordi che perdersi nella ricerca dell’hotel perfetto, nella scoperta della destinazione nuova è sempre una emozione infinita… ricordi che quando il cliente ti ringrazia perché gli hai regalato qualche giorno di felicità su misura, sai sempre che quello è il lavoro che vuoi fare…e nessun altro. Per non parlare di quando sali su un aereo che sta decollando verso un posto che non conosci, e hai quella stretta allo stomaco piena di aspettative e di speranze: occhi nuovi ancora una volta, immagini che arricchiranno la tua anima….perché tutti noi, tutti quelli che lo facciamo bene, in primo luogo siamo viaggiatori nel cuore….

E le serate, i fam trip, dove solo chi fa questo lavoro in fondo ha la possibilità di tornare a fare la gita scolastica per tutta la vita, con lo stesso spirito goliardico ma in fondo diligente… si visita l’hotel mentre si ridacchia con i colleghi, ma si fissano nozioni con solerzia ed attenzione….E mentre scrivo mi rendo conto che ho parlato di “ricordi”…. perché ad oggi tutto questo è, appunto, solo un ricordo. Ma proprio per quella scelta incosciente e un po’ zingara fatta tanti anni fa, mi sale la voglia rinnovata di tornare a farlo davvero questo benedetto e maledetto lavoro… e, lo giuro, combattero’ finché ho forza… perché nei principi fondamentali della mia anima, la libertà di scelta è quello più radicato. E nessun governo, banca, o cazzo di pandemia me lo potrà mai togliere….
Scelgo liberamente di tornare a fare questo lavoro, oggi, domani o quando sarà…e non è una promessa. Quelle sono fragili, ed io non ne faccio. È invece un dato di fatto. Certo.
E dunque facciamo in modo di riuscirci insieme….

C’era una volta l’ago della bilancia….

Un tempo quando si entrava in una agenzia di viaggi, si aveva quasi soggezione… bancone alto in legno per la biglietteria, personale un pò snob ed un pò rigido dietro le varie scrivanie, un ‘aria formale ed impostata, pareti piene di cataloghi tutti rigorosamente timbrati a mano dalla ragazza più giovane dell’agenzia che passava normalmente il suo primo anno a timbrare catalooghi o poco più, e ne era anche soddisfatta…. e si usava dire “ruba con gli occhi e con le orecchie per imparare la professione”…

Io mi ricordo i primi tirocini in agenzia da scuola, dove se per sbaglio guardavi il telefono che squillava o, peggio ancora osavi sorridere al cliente che entrava, il capo agenzia ti fulminava con gli occhi, rimettendoti al tuo posto in un battibaleno…. Il tutto perchè per fare il “lavoro più bello del mondo” era obbligatorio fare una lunghissima gavetta, fatta di grandi libroni che si chiamavano ABC, dove calcolare le MPM, Minimun Permitted Mileage… di biglietti aerei di carta copiativa con il sotto rosso che ti coloravano le dita per una decina di giorni, di telex da mandare a velocità supersonica con il campanello che suonava ad ogni andata a capo, e che ti entrava nel cervello per tutto il giorno…. e le destinazioni si studiavano, il capo decideva chi e come vendere, e controllava tutto, rigorosamente, senza sconti. E noi ci facevamo le ossa dalla A alla Z senza nemmeno rendercene conto….

Un tempo essere titolari di una Agenzia di Viaggi era una cosa estremamente dignitosa e redditizia, si viaggiava molto, si decideva con estrema serietà chi mandare a quell’educational che poteva durare anche 15 gg senza problemi… Personalmente ricordo un Brasile di Polvani di 16 giorni in business andata e ritorno che resta uno dei viaggi più belli della mia storia… e gli educational erano roba seria, si studiava davvero, si tornava grati al cielo di aver arricchito il proprio bagaglio, e, soprattutto, i Tour Operator entravano con una gentilezza ed una attenzione nelle agenzie, quasi in punta di piedi, ben consci che, alla fine, chi aveva in mano il potere di vendere lui o un altro, era solo ed esclusivamente l’Agente di Viaggio. Colui che determinava il successo di un prodotto, di una azienda, colui che con le sue scelte, con estrema professionalità e competenza, prendeva per mano il suo cliente e lo faceva prima sognare con i suoi racconti e poi lo portava con decisa assistenza verso il prodotto che lui decideva…. Di fatto un Agente di Viaggio era l’ago che faceva pendere la bilancia del successo commerciale da una parte o dall’altra…. Di fatto era un professionista padrone della sua professionalità.

Poi è arrivato internet, e come per tutte le cose che luccicano e suonano, in un primo momento ha attirato tutti i clienti sprovveduti… di colpo trasformatisi in geni del turismo e degli hotel, si sono tuffati di pancia nel mare dei viaggi on line, convinti di risparmiare soldi e di fare esperienze uniche come solo loro sarebbero stati in grado di organizzare…. Ma la professione non si inventa, e, anno dopo anno, abbiamo visto un rientro prima leggero e quasi sottovoce e poi, tra il 2018 ed il 2019, deciso e quasi ostentato: vado in agenzia perchè ho bisogno di avere un contatto umano. Vado in agenzia perchè spendo uguale ma sono tutelato. Vado in agenzia perchè non penso a niente. Vado in agenzia perchè….. perchè si, perchè in fondo i soldi vanno messi in mano a chi te li garantisce. Senza dubbio le Olta continuano a lavorare enormemente… ma un certo target, un certo tipo di prodotto evoluto, quello che ha tante cose accessorie che solo noi sappiamo proporre e dare, si compra di fatto solo da noi. E nel post covid questo peserà molto nelle scelte dei poveri rimasti a bagnomaria con voli persi e hotel cancellati… E parlare con una Olta è infinitamente più complesso che con uno di noi che a qualsiasi ora alza quel telefonino e risponde “no, certo che non mi disturba” in una triste parodia di Furio, mitico personaggio di Verdone. Ma che così facendo ripristina quella fiducia violata dal web che al cliente italiano piace tanto…

E di nuovo avremmo potuto essere l’ago di quella famosa bilancia, se non fosse stato per nostri errori di forma che hanno di fatto cambiato il mercato…. Ci siamo impigriti. Ci siamo lasciati sedurre dai pacchetti pronti, dalla facilità di sistemi informatizzati che con un paio di click ci risolvevano il problema. Siamo stati contaminati da tanta gente che ha aperto una agenzia “perchè mi piace viaggiare”, e ha poco imparato della storia precedente e della famosa gavetta di cui sopra. Ci siamo lasciati rimbambire da feste e over altisonanti, solo rumorose e poco concrete e di colpo ci siamo trasformati in bigliettai senza autonomia… Non tutti certo… Ma in tanti. Di fatto abbiamo dato il potere di prendere il mercato a qualcun’altro, passando da autori ad esecutori.. senza accorgercene, senza reagire…. La fine del 2019 ci vedeva confusi e stretti tra chi decideva per noi, tutti troppo intorpiditi per reagire, e con troppo pochi elementi dissonanti che continuavano a fare del tailor made e della qualità un metodo di sopravvivenza. L’ago della bilancia era passato di mano. Noi non eravamo più nemmeno la bilancia, ma addirittura ervamo ridotti ad essere il tavolo su cui poggiarla…

Poi un giorno ci siamo svegliati nell’incubo che ancora oggi accompagna le nostre vite. Un bel colpo secco di stecca che ha sparigliato tutto il biliardo….. Le palle impazzite che rimbalzano sul tavolo del destino senza sapere cosa fare come farlo e perchè…. Giorni difficilissimi i primi. Giorni in cui c’era solo una strada da prendere: reagire e combattere. Perchè l’alternativa poteva essere solo mollare. E, saremo pure pigri, saremo pure abitudinari, saremo confusi…. ma una cosa non ce la leva nessuno, siamo resilienti. Sappiamo esattamente cosa vuol dire provarci fino all’ultimo, sappiamo cosa vuol dire insistere fino a quel si che non arriva mai…sia esso di una compagnia aerea o di un posto in hotel…. E li, molti di noi, hanno deciso di farlo. Ed è nata Maavi.

Maavi è un insieme di agenti di viaggio veri, fatta da gente che senza dubbio sapeva anche usare l’abc, ma che oggi mangia pane e social, che ha scelto di evolversi, di provare a cambiare pelle e mente. Gente che davanti ad un preventivo di un viaggio on the road prova ancora un brivido dentro… Gente che se pensi di andare in Grecia ti manda in Thailandia perchè legge nei tuoi occhi il bisogno di novità…. E come tale ci siamo uniti, con il collante della nostra passione per quel lavoro che forse ultimamente avevamo un pò appiattito e trascurato, e, di colpo ci siamo resi conto di quanto lo amiamo e di quanto sia di fatto essenza della nostra vita. E abbiamo iniziato a combattere la battaglia con il governo per sopravvivere e, di fatto, piano piano, stiamo portando a casa risultati e speranze… Abbiamo scoperto che insieme abbiamo una voce grande e potente, e che se unita, riesce anche a farsi ascoltare. E l’unione ci ha dato l’idea di essere come un faro in mezzo alla tempesta che stavamo vivendo. Abbiamo scoperto che possiamo essere una Categoria Professionale… Accidenti una vera Categoria di Professionisti con una voce rumorosa. Molto di più che un dissestato gruppo di voci singole e scordate….

E mi viene un pensiero forse un pò audace, forse sfacciato… ma se questa unione divenisse un mezzo di comunicazione, un sistema di equilibrio del mercato? Se questa unione mirasse a formarci, evolverci, unirci nel cammino per tornare ad essere tutti quei professionisti preparati e speciali che fanno si che il cliente continui a sceglierci negli anni, perchè ognuno di noi sa fare la differenza? E se tutto questo, uniti e con equilibrio, tornasse a darci il ruolo per cui siamo nati, essere quel famoso Ago della Bilancia commerciale che fa si che ci si ricordi tutti un pò più spesso che chi sceglie siamo noi e nessun altro? Personalmente ne penserei meraviglie…. E mi piacerebbe così tanto che se possibile mi salirebbe ancor più l’entusiasmo di tornare a fare questo lavoro…. ma si sa…. io sono una sognatrice…. però ricordate sempre una cosa un signore di nome Walt Disney diceva “se puoi sognarlo, puoi farlo”…. Meditate gente, meditate… Enrica in volo torna alla prossima…… magari con una bilancia nuova….

in fondo …. e’ semplice.

Un mondo che cambia… cambiamo prima noi

il mondo sta cambiando… cambiamolo noi

ll Covid ci sta mostrando i muscoli…. digrigna i denti e ci stende…. in un modo che per quanto potevamo ipotizzare violento, non avremmo mai pensato arrivasse a questo. Questa estate per qualche breve settimana abbiamo assaporato l’illusione che in fondo avessimo lasciato alle spalle quel brutto pallino con le corna che ci ha cambiato la vita, e proprio quella illusione ha fatto si che, dimenticandoci del suo essere subdolo, lui si riprendesse spazi e vittime. E ci rimettesse a terra totalmente come in questo momento. Solo che ora si iniziano a vedere i morti nel nostro mondo…… E’ di questa mattina la notizia che il terremoto commerciale inizia a dare le sue vittime. Licenziamenti, chiusure, fallimenti…. si iniziano a sentire gli effetti pratici di quello che fino ad oggi era una paura ed una minaccia e si sta invece tramutando in una pesantissima e triste realtà….

Cambia il nostro panorama commerciale, cambia il nostro modo di esistere, cambia la distribuzione. I grandi tremano, prima dei piccoli, e, per effetto di quella che è stata negli ultimi 5 anni una politica commerciale assolutista e con pochi player protagonisti, ci sentiamo sconcertati e confusi. E ci sembra che niente potrà mai tornare ad essere come prima. E probabilmente è così. Probabilmente il panorama 2015/2019 commercialmente parlando è crollato definitivamente. E ne resteranno solo macerie.

Tutto questo crea in molti di noi una sensazione di totale ansia. Molti scrivono che è finita, che non c’è futuro, che domani non ci sarà più nulla di ciò che conoscevamo. Ma se…………………Ma se invece tutto questo per quanto tremendo e doloroso, fosse comunque una opportunità per riscrivere le regole? E se ci facesse tornare indietro a 5/6 anni fa, commercialmente parlando, e darci modo di non ripetere gli errori fatti?

E’ indiscutibile che tutto il mercato ha teso negli ultimi anni a mettersi sotto il cappello dei vari network, e, involontariamente ci siamo trovati a giocare partite prestabilite, tese a far vincere alcuni giocatori potenti. Il tutto con la giusta remunerazione e le giuste soddisfazioni… e che ci piaccia o no, abbiamo giocato tutti anche con entusiasmo la partita del network scelto….. Tutti tesi ad approfittare delle possibilità commerciali paventateci…..Ma anche tutto teso a dare un potere decisionale assolutistico a chi, a novembre 2019, ci ha presentato un piatto che pochi di noi hanno gradito. Un contratto univoco con decisioni prese per noi, che ci vedeva costretti nella possibilità di scelta, e soprattutto in condizione di totale arrogante imposizione.

E questo almeno ai miei occhi, è stato il primo momento in cui ho dovuto gridare “il Re è Nudo”. Perchè aldilà dei giri di parole, del belletto verbale, il contratto imposto ci vedeva a condizioni commerciali riduttive, e, in soldoni, a veder diminuire i ns. margini. Ma soprattutto a dover fare scelte di sopravvivenza sempre più legate al To potente per poter sopravvivere. E non ho visto il bel vestito del Re che raccontavano le ipotesi di over future. Lo ho visto Nudo. E lo ho dichiarato con tutto il candore di chi ama il suo lavoro e la sua indipendenza. Anche rompendo equilibri, ma senza sconti.

Certo che il Covid non era nelle menti di nessuno e men che meno di chi stava disegnando un futuro commerciale pressochè monoteista. E il Covid ha sbaragliato ogni partita, ogni pronostico, ogni progetto. Dopo questa tempesta tutto va reinterpretato e riscritto… e allora mi viene spontaneo dire una cosa: trasformiamo ancora una volta una tragedia in una opportunità. Andiamo a riscrivere regole e soprattutto cambiamo mente. Tutti noi siamo oramai viziati inconsciamente nelle scelte immediate sulle vendite. Per abitudine? Per condizionamento involontario? Per mancanza di alternative? Non importa. Domani non sarà così. Si torna alla costruzione, si torna alla libera scelta, si torna alla valutazione intelligente. Si torna alla singola imprenditoria. Che onestamente, se gestita in modo autonomo ma coordinato, e soprattutto da liberi imprenditori può diventare la vera svolta del nostro futuro. Facciamo scelte nuove. Facciamo scelte comuni che ci mettano nella condizione di non dover vedere i nostri contratti ridursi di anno in anno, ma viceversa, scegliamo e facciamo crescere chi ci sostiene. Chi ci mette a disposizione sostanza per riprenderci in mano il futuro. Chi crede che nella rete agenziale sia ancora il futuro della qualità e della distribuzione.

Per far questo in primo luogo bisogna evolversi. Studiare, specializzarci ancora di più se possibile. Diventare veri e propri professionisti insostituibili. La gente, nel post covid, avrà paura di perdere soldi e, inevitabilmente, avrà bisogno di esseri umani a cui affidare i propri sogni. E noi siamo quegli esseri umani. Facciamo in modo di gridarlo al mondo, di ricordare cosa facciamo e come lo facciamo. Facciamo si che un sogno affidato alle nostre mani non deluda il sognatore. Facciamoci trovare pronti, preparati, ma soprattutto non permettiamo mai più in futuro di accomodare noi stessi nelle soluzioni commerciali facili e comode, che, lentamente, diventano le uniche risposte. Riprendiamo in mano la nostra professione, la nostra azienda e facciamone tutti insieme, con armi congiunte delle strade da dirigere verso il ritorno del nostro ruolo ad essere quell’ago della bilancia che eravamo in passato. Perchè solo così avremo possibilità di sopravvivere, e, anche, di prosperare e crescere. Maavi nasce per dar voce alle agenzie di viaggio. E il mio sogno personale è quello di vederla diventare nel tempo una piazza di confronto e scambio per la comune prosperità. E per dare una faccia concreta alla nostra figura professionale. Da oggi in avanti. Insieme per garantirci un futuro a tutti i livelli, istituzionalmente e commercialmente. Agenti di viaggio per gli agenti di viaggio tesi a costruire un futuro migliore per tutti noi. Un futuro da protagonisti di questa filiera da ricostruire.

Appello di un Agente di Viaggio post Covid alle Istituzioni Italiane

Gentili Signori,

chi vi scrive è una agente di viaggio che dal giorno 23 febbraio ha dedicato la sua vita ed ogni suo respiro a cercare di salvare azienda, categoria, dipendenti e mondo intero legato al turismo da questo scempio che ci sta cadendo in testa….. E che oggi, dopo ben 6 mesi e mezzo, inizia a perdere non solo fiducia, ma anche forza e speranza….

Sottolineo che non sono tra coloro che puntano il dito in modo cieco e presuntuoso verso il Governo interno o verso chiunque, e sono convinta che una situazione del genere era assolutamente ingestibile, imprevedibile e avrebbe senza ombra di dubbio gettato nel baratro qualsiasi Paese del mondo, come poi abbiamo visto accadere, e tutto sommato, almeno da un punto di vista sanitario e di emergenza immediata, sono anche stata fiera del mio paese e di come ha risposto in una prima fase a questa assurda calamità.

Poi però….. io dico semplicemente, con una sana dose di ingenuità forse e di puro idealismo, che in queste situazioni bisognerebbe evitare di mettere la gestione dei fondi e delle decisioni operative in mano a chi non è ferrato in materia. O meglio, avete preso sin dai primi giorni fior di consulenti strapagati e strapreparati per ogni cosa…. E nel nostro settore, vero motore trainante di questo nostro paese, non avete preso proprio nessuno… Avete fatto e disfatto senza minimante tener conto delle nostre voci sempre più alte… E si che vi abbiamo proposto di aiutarvi anche gratuitamente. Perché è giusto dirvi che, per quel che ci riguarda, di assurdità ne sono state fatte tante Signori, ma proprio tante.

Iniziamo dal primo Fondo Perduto basato sul mese di Aprile, che invece di essere assegnato con intelligenza analizzando chi rimaneva fermo e chi aveva perso di più, è stato tirato a pioggia a chiunque, a gente che non solo non ne aveva bisogno, ma per lo sballato criterio di assegnazione, ne ha addirittura guadagnato rispetto allo scorso anno. Ci sono ristoratori di quartiere, che non hanno MAI smesso di lavorare (delivery a domicilio prima e tavoli pieni poi) che hanno preso somme importantissime. Ci sono agenzie di viaggio che, per quello stesso sballato criterio, stanno chiudendo a decine ogni giorno.  E stanno vedendo andare in fumo decenni di carriera onesta, contributiva, impegnativa, proprio per incuria di questi dettagli da parte vostra….

Continuiamo con il Decreto Agosto che doveva uscire a luglio, che doveva essere immediatamente operativo a livello di erogazione fondi…. E li, avete dato un bellissimo segnale (di fumo, purtroppo ad oggi) riconoscendo finalmente che la nostra categoria sta morendo di dissanguamento oggettivo. “vi daremo i soldi…ve li daremo in quantità sufficiente, ve li daremo al più presto…” il concetto di “al più presto” ancora una volta vede evidentemente una confusione in termini…. Il più presto che voi dite, era già tardi. Il più presto che voi dichiarate non bastava prima, figuriamoci ora che siamo a settembre, mese storicamente complesso per il nostro settore, mese mortale per tutti quest’anno.

E, finiamo in bellezza con la storia allucinante di frontiere e stampa…. Qui veramente siamo all’apoteosi di un incubo che sta assumendo toni macabri e sanguinolenti….. La stampa sono mesi e mesi e mesi che ci massacra con allarmismi allucinanti, che un giorno dichiara “si torna alla normalità” ed il giorno dopo ripete le stesse cose con toni da morte imminente…. E nessuno, nessuno ha pensato che questo gioco che da un lato li aiuta sicuramente a vendere giornali e pubblicità,  dall’altro sta facendo risuonare la campana a morto per migliaia di persone che operano nel turismo. E, nel caos totale, si continua a sparare numeri e follie con una noncuranza degli effetti degna di un paese di fantocci…..

Di fatto le notizie VERE sono:

l’8 marzo 2020 avevamo 1326 contagi. Per un totale di 7875 tamponi effettuati solo ai sintomatici.

Il giorno 30 agosto abbiamo 1.365 contagi per un totale di 81.723 tamponi effettuati a chiunque. Sani e non.

Ora io dico: ma vi rendete conto che per quanto qui per ragioni di inesperienza specifica possa essere comprensibile che non ci capisca niente nessuno, ma è evidente altresì che la situazione ha cambiato completamente i connotati? E che probabilmente l’atteggiamento migliore è quello di comprendere che abbiamo un nemico in casa, che abbiamo imparato a proteggerci, e che dobbiamo lavorare per tornare alla normalità proteggendoci e non abbassando la guardia e non vivendo nell’ansia del domani che non sappiamo cosa potrà portarci? Perché così, quel domani, lo stiamo bruciando già da oggi. Perché in questo modo quel domani per molti di noi non ci sarà.

E per quanto riguarda le frontiere? Chiudiamo tutto salvo i paesi UE. Che di fatto oggi sono i più pericolosi…. In Francia viaggiano a 5000 contagi al giorno e noi li facciamo entrare comodamente, senza nemmeno misurare la febbre, in Grecia viaggiano a 200 contagi e imponiamo in tampone al ritorno…. Non ci capisce il perché, ma va anche bene…. Il tutto permettendo ai giornalisti incoscienti di dichiarare che il Covid si prende all’estero… e sapete benissimo che non è vero. Il covid c’è. È presente, ci segue, ci accompagna. E si prende anche a casa nostra. Facciamocene una ragione. E impariamo a proteggerci sempre. A non abbassare la guardia. Ma impariamo anche a tornare alla VITA.

La chiusura delle frontiere porta il settore delle agenzie di viaggio al collasso totale. E ripeto, una chiusura casuale ed immotivata. Legata alla politica del terrore e della confusione che oramai ci caratterizza quotidianamente.

E viene spontaneo chiedere: ma non sarà il caso di mettere dei protocolli, che prevedano tamponi in uscita ed in entrata, che prevedano una sana informazione di protezione, ma provvedere subito a  riaprire quelle mete che ad oggi non hanno problemi e che ci accettano nei loro Paesi? Maldive, Thailandia, Mar Rosso…. Madagascar, Zanzibar, Cuba…. Non ci fate arrivare i fondi? Allora almeno aiutateci a mantenerci vivi…. Aiutateci a riprendere il nostro lavoro, aiutateci a rimanere persone oneste che si sono indebitate con i vostri fondi garantiti dallo Stato e che oggi siamo pronti a ridarvi, se ci date il modo di farlo……

E sarebbe opportuno creare proprio una di quelle Task Force che vi piacciono tanto proprio per poter esprimere quelle che sono le conseguenze di determinate azioni a livello economico e operativo per un settore che, in fin dei conti, sostiene l’Italia da sempre. E che, onestamente  ha più che meritato il diritto alla parola con la contribuzione di decenni….

Saremo anche dei rompiscatole, saremo insistenti forse…. Ma siamo gente che ha sempre combattuto nella quotidianità. E non possiamo rimanere qui a guardare questo omicidio istituzionale che state compiendo verso la ns categoria. E se qualsiasi cosa possa essere tentata, bene, allora facciamola. Perché noi, in tutta onestà, non ne possiamo più.

firmato: una agente di viaggi che lo sarà per sempre. anche se non ce lo permetteterete.

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