Giordania terra di antiche memorie

Un viaggio in Giordania è qualcosa che va assolutamente preso sul serio. E’ un viaggio nella nostra memoria storica, un viaggio attraverso i secoli, dove spesso si perdono i confini del tempo e dello spazio, e dove ci si ritrova a passeggiare nei luoghi che raccontano la storia stessa dell’umanità.

Sono arrivata ad Amman di pomeriggio, e già nella luce di questa terra antica si respira qualcosa di unico, che ci contestualizza subito in un luogo pieno di memorie e di storie. Amman è una città disordinata, classica città araba, piena di colori e di costruzioni spesso prive di un senso architettonico definito.

Ma è una città che racconta del popolo degli Ammaniti, situata in una zona collinare tra la Valle del Giordano ed il deserto, è fervida testimonianza storica di un mondo antico. In ogni angolo, tra edifici moderni, spuntano testimonianze storiche antichissime. In particolare il teatro romano, situato davanti all’antica cittadella, resta immoto tra gli edifici moderni, conservando la sua acustica e la sua potenza storica. Una città di contrasti unici, tra piccole botteghe degli artigiani e caffè e negozi di spezie, spuntano mercati e moschee, un popolo in movimento, un popolo colorato e serio nel contempo.

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Lettera da Enrica e dalla Passaggio in Volo ai suoi clienti

Buongiorno a tutti voi…

Sono sempre io, quella che chiamate quando avete voglia di sognare… anzi, siamo tutti noi, Federico, quando avete bisogno di consulenza per treni, aerei, navi o qualsiasi mezzo possibile….

Chiara, che come me ha l’animo della giramondo e quando vi parla di un luogo lo fa con quella luce negli occhi propria di chi ama incondizionatamente il suo lavoro, e vi da quella sensazione di essere in mani sicure…

Carolina, dolce ed educata, con una pazienza infinita è li per risolvere ogni grana assicurativa e, quando si tratta di crociere, diventa come un super eroe, trova tutto, cabine introvabili, tariffe perdute…

Marianna ed Alessia meno piacevoli perché vi ricordano quando è tempo di pagare… ma cercano di farlo sempre con garbo ed educazione…

E poi io…. Enrica…

io che per ogni vostro viaggio controllo tutti affinché sia come il mio stesso viaggio… io che vi tratto uno ad uno come foste Patrimonio dell’Umanità… io che non dormo la notte se per caso tarda un aereo, c’è un problema di camere, qualsiasi cosa non vada come dovrebbe andare… io che ci metto la faccia. Sempre. Che non sono mai sfuggita ad un rimprovero o che quando mi fate un complimento perché il viaggio è stato bello, unico, imperdibile, ogni volta mi commuovo come fosse la prima… e dopo 36 anni sono anche ridicola nel farlo ma… è così che va quando hai questo mestiere nell’anima… e io, come i miei ragazzi, ce l’ho.

Sono sempre stata per voi fonte di allegria, mai di un pensiero negativo…. Ed ora,  arrivato lui, il virus… Covid 19 si chiama. E noi tutti lo odiamo profondamente.

Come uno tsunami ha spazzato via tutto, e dover chiudere seppur temporaneamente quella serranda che pure all’esterno racconta di allegria e viaggi, mi ha fatto così male che non riesco nemmeno a dirvelo bene…. Quando ci passo davanti mi si stringe lo stomaco fino a farvi male… perché io quel posto lo amo. E lo amo pieno di voi che arrivate, chiedete… a volte rompete anche… ma giuro, rompetemi sempre… perché per me, per noi, quelle rotture sono vita. E una vita che ci piace tanto.

Ci auguriamo che tutti voi stiate bene e che questa sosta forzosa vi aiuti a recuperare energie e speranze… non ci piace il tunnel.. Ma se proprio lo dobbiamo attraversare, rendiamolo piacevole.

Questo vuol essere un messaggio positivo e speranzoso… dalla quarantena pensiamo, riflettiamo, ci sentiamo con le ali tarpate… ma siamo qui. E voglio solo dire ad ognuno di Voi che Passaggio in Volo, nonostante la tempesta che stiamo attraversando, appena possibile sarà li, aperta ed accogliente come sempre stata. Pronta a tornare a realizzare i vostri sogni con l’entusiasmo e la gioia di sempre….

Quest’anno saranno vacanze italiane? Non importa. Sapete bene che siamo pronti e preparati su tutto, anche sul nostro meraviglioso paese. E, abbiate fiducia in noi. E se volete sostenerci dopo questa orribile batosta che ci ha ferito tanto (ho visto svanire 6 mesi di lavoro precedente e tutto quello che stiamo perdendo ora… ma siamo tosti, resistiamo con forza) allora venite a prenotare da noi anche quello che avreste fatto da soli…. Internet non sorride, noi si. 

E mai come in questa occasione avete potuto vedere come, prenotare in agenzia, è stata sinonimo di assistenza e garanzia….

Per quanti di voi hanno un voucher per i viaggi che avete dovuto spostare, bene, sappiate che, dopo questo brutto incubo avete la certezza di poter tornare prestissimo a viaggiare. Saremo li per quello…. Per quanti invece non hanno prenotato nulla… noi, i Vs agenti di viaggio, vi aspettiamo a braccia aperte appena si potrà riaprire…

Abbiamo voglia di tornare a realizzare i vostri sogni. E ci auguriamo di poterlo fare presto.

Con sincero affetto e stima

Passaggio in Volo – Enrica Montanucci

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Non smetteremo di viaggiare: cronaca di una community nata per rabbia e viva per passione..per non mollare

Era la metà di febbraio, e io, presa da un serissimo motivo personale, sentivo la minaccia del Covid incombere sulla mia agenzia di viaggi come un’ombra nera, ancora non perfettamente chiara, ma decisamente sempre più minacciosa. Nei primi giorni non potevo far altro che correre tra l’ospedale, dove avevo la mia mamma, che avrei perso il 21 di febbraio per polmonite bilaterale interstiziale, (non saprò mai se era covid, ma di tamponi nemmeno l’ombra, nel lazio non si parlava ancora di farne), e l’agenzia dove i telefoni avevano di colpo smesso di suonare per preventivi e ipotesi di sogni, ma avevano iniziato a rappresentare richieste di annullamento sempre più frequenti e dilaganti.

Dopo tanti anni di esperienza sai benissimo quando qualcosa di serio sta per accadere. lo senti nell’aria. sai che arriverà ma, nessuno di noi, nessuno al mondo, avrebbe mai potuto immaginare quale tsunami devastante ci stava per cogliere. Poi un pomeriggio entro in contatto con Stefania Caliciotti e Vanessa Costantini. Due giovani agenti di viaggio con un entusiasmo puro e concreto come non ne vedevo da tempo. E nel loro entusiasmo avevano pensato di fare la cosa più giusta e naturale da fare: scendere in piazza per manifestare. Cosa che noi, vecchi di mestiere, non avevamo mai avuto la forza di organizzare, sempre presi ognuno dal proprio giardino, sempre sicuri che “tanto non partecipa nessuno”…. E mi innamoro di colpo dell’idea, e nasce quindi un contatto che all’inizio è stato anche diffidente e circospetto… ci guardavamo con diffidenza reciproca, loro dubitando della mia esplosività nei rapporti, sempre troppo diretta, sempre troppo senza filtri, io dubitando della loro giovane età e supponendo chissà quale poca concretezza.

Ma ci ho creduto. E ho deciso di buttarmi con loro senza filtri. Ho attivato la rete personale di conoscenze per far si che il 2 marzo ci fossero i media, quelli seri. Rai News, La sette, Rai uno…. e di colpo ci siamo ritrovate in un vortice che ha scalato montagne come fossero niente. Abbiamo avuto da subito la visibilità che era sempre stata negata al nostro settore, grazie ad amici, forse si, ma anche grazie alla tenacia di tutte e tre, supportate da un Damiano Vindigni che dalla Sicilia ha armato un pullman e si è presentato a Roma come se fosse dietro l’angolo….Un carico di Sicilia forte e concreta, con tutto il calore possibile e, anche Puglia, e altre regioni, senza freni, tutti li, pronti a gridare con tutto il fiato che non ci potevano abbandonare in quel modo…. Pronti a metterci come sempre la faccia. E pure una gran bella faccia. Tutti, commerciali, agenti, tour operator. Incredibilmente insieme per la prima volta, e tutti con la stessa rabbia e la stessa paura. Ma pronti a lottare.

E poi, dopo la manifestazione di cui hanno parlato tutti i media, abbiamo capito che il sogno di dare coscienza ad una categoria per la prima volta iniziava ad avere contorni definiti. E, semplicemente, senza fronzoli o mire di guadagno, abbiamo dato vita a NONSMETTEREMODIVIAGGIARE, con tutta la passione e la tenacia che solo chi fa un lavoro come il nostro può avere. Perché una cosa che non diciamo mai, ma che non dobbiamo nemmeno mai dimenticare, è che il nostro lavoro ci da a tutti una capacità di andare oltre e resistere, come forse nessun altro lavoro trasmette. Siamo abituati ad affrontare di tutto. Siamo abituati a non crogiolarci nel piangere sul latte versato, ma piuttosto abbiamo perennemente inserito il pulsante “ok ora come risolvo?”. Per attitudine naturale. Perché cosi si deve fare.

In questi 60 giorni ne abbiamo viste di ogni genere. Abbiamo avuto interviste tv, articoli di giornale, e, dopo tanto lottare siamo riusciti a parlare con le istituzioni, anche molto in alto, portando per la prima volta la voce diretta di noi agenti di viaggio, senza intermediari, senza burocrazia, a chi i bottoni li spinge….. Le associazioni di categoria hanno fatto una enorme parte… e anche noi abbiamo fatto la nostra parte, arrivando ben oltre di dove pensavamo di arrivare. E continuiamo nel nostro percorso come carrarmati, senza frenarci, senza debolezze. Perché come sempre, stiamo cercando quello che cerchiamo sempre, la strada per risolvere. Campioni del mondo di Problem Solving ancora una volta. E allora abbiamo acceso la fantasia, ci siamo inventati Video Maker, scrittori, tutto pur di far girare le nostre voci nei modi e nei mezzi che potevamo usare.

Ci siamo sentiti attaccati in tutti i modi, e tra le battaglie che mi piace ricordare c’è sicuramente quella delle associazioni consumatori, che ci hanno visto protagonisti di un mail bombing come mai prima, sono arrivate 8000 mail a striscia la notizia, ottenendo una smentita in diretta immediata… abbiamo realizzato un video, abbiamo risposto con post e tweet, abbiamo fatto di tutto per dire la nostra, nei modi e con tutti i mezzi… E per poi vedere il decreto incriminato trasformarsi in legge che non solo ci tutela, ma ci mette al riparo da qualsiasi attacco dei signori in questione. che per rabbia ci hanno addirittura definito una lobby… Abbiamo tutti sorriso della definizione, ma… sapete una cosa?? per la prima volta nella storia siamo definiti “qualcosa”. Qualcosa di comune, qualcosa che ci definisce come entità parlante e, addirittura, potente. E questo credo non abbia prezzo.

Questo mio articolo però non vuole essere una autocelebrazione della community, non serve a nessuno. Piuttosto vuole essere un modo per ricordarvi che ne stiamo facendo tante. E che insieme siamo una potenza di fuoco veramente importante. Vuol essere anche un messaggio a chi ci ha attaccato, e credetemi ce ne sono stati tanti… Io sono stata definita in tutti i modi, ho ricevuto accuse ed attacchi personali, pubblici, privati… a volte ci sono caduta, ho risposto rabbiosa, ma in verità ero troppo presa nella nostra filosofia del “come risolvo” per stare a sentire tante chiacchiere inutili. E siamo andati avanti. Con Stefania, Vanessa e Damiano ci siamo supportati e sopportati, ognuno con pregi e difetti, sempre avanti. Perché la battaglia, cari colleghi, è appena iniziata e ora bisogna davvero stringere i denti. E non mollare. Mettiamo in campo ognuno di noi, fantasia, conoscenze, strade da percorrere. Ognuno la sua, per andare insieme a meta. Perché la meta deve essere una sola: riprenderci il nostro lavoro, le nostre aziende, la nostra vita. E per fare retorica, tornare a parlare delle famosissime alghe in messico… e a discutere con i tour operator di un punto in più o in meno… e a viaggiare, viaggiare, viaggiare e far viaggiare tutto il nostro Paese … perché ce lo meritiamo. e perché è quello che vogliamo tutti noi.

Molto spesso mi sento dire “ma dove la prendi tutta questa energia?”… La risposta non la so. Perché non è la mia energia, ma è la nostra energia. l’energia di chi non ci crede ma partecipa, di chi è entusiasta, di chi piange in silenzio ma poi fa il suo tweet storm, di chi quando passa in agenzia sente un groppo in gola che fa malissimo, ma inghiottisce in silenzio, e va avanti. Di chi si commuove guardando il faldone delle richieste di prenotazioni, piuttosto che le pratiche silenziose una sopra l’altra, ferme a quel maledetto metà febbraio che nella mia vita ha causato ogni possibile disastro….E pure l’energia di chi attacca per abitudine, perché non è facile credere davvero che tutto questo lo stiamo facendo con una totale purezza di intenti e se volete pure una certa dose di ingenuità che ci ha portati a strillare al mondo i ns diritti senza pensare a cosa potesse implicare tutto questo.

E piango anche io. Piango di colpo, intensamente, di tante lacrime che mi stupisco come possano uscirmi così violentemente. e in quei momenti gli amici di sempre, o anche quei colleghi con i quali ho condiviso momenti meravigliosi nei fam trip, che sono inevitabilmente diventati amici, sono li, pronti a sorreggermi, a dirmi “ce la faremo, non mollare, non tu….” ed è per questo che ho voluto scrivere questo articolo. Per dire a tutti: non molliamo. Anche quando sembra che non ce la possiamo fare, nella nostra unione dobbiamo trovare la forza di andare avanti e continuare a lottare per il nostro lavoro e per i nostri diritti. Perché le storie più belle le scrive la passione. e noi di quella, ne abbiamo da vendere. Ognuno di noi nel suo intimo… e tutti insieme siamo un fiume di passione. E se c’è qualcosa che è difficile arrestare è proprio un fiume di passione.

Sarò patetica, sarò retorica…. non mi interessa. So solo che voglio cercare quella luce in fondo a questo tunnel infinito, perché io ci credo davvero . E dico a tutti non molliamo. Perché tutti noi, davvero dobbiamo credere che NON SMETTEREMO DI VIAGGIARE. Mai.

L’estate 2020, vacanze e Covid.. Aprire, non aprire, cosa vendere…ipotesi su un futuro incerto.

In questo momento siamo tutti inevitabilmente ancora reclusi in casa.. ci siamo ingegnati, abbiamo cercato di rendere più piacevole possibile la nostra reclusione, abbiamo aperto le menti, cercato soluzioni, ma di fatto è innegabile che siamo in totale astinenza da socialità, mare, montagna, o più semplicemente da aria aperta.

E in questi giorni dalle ore infinite, specialmente per chi come me vende viaggi per professione oltre che per passione, le domande si fanno ogni giorno più pressanti, più invadenti. E, allo stato attuale dei fatti, le previsioni sono davvero qualcosa di impossibile. Ma, per fortuna, abbiamo tutti una logica ed esperienza, e, soprattutto conosciamo il mercato. Conosciamo il cliente. Sappiamo benissimo che l’italiano, comunque, alle sue vacanze non può rinunciare. Magari pochi giorni, magari vicino, ma nessuno potrà tenerci ancora fermi per molto tempo. Nemmeno il Covid.

Il primo step, fondamentale, è l’uscita di un decreto che ci chiarisca in modo definitivo quali saranno le condizioni di socialità che potremo vivere, sia nelle città, che in vacanza. Che definisca se gli aerei potranno essere presi e in che condizioni di sicurezza, se le spiagge potranno essere frequentate, come dovranno organizzarsi i ristoranti, quali frontiere saranno riaperte e a che condizioni. Perché per quanto il web ed i media tutti pullulano di teorie, non dimentichiamoci che ad oggi, sono appunto solo ed esclusivamente teorie. E sappiamo oramai molto bene che di teorie è facile morire.

MAPPA DEL COVID NEL MONDO

Scongiurata finalmente l’ipotesi degli improbabili plexiglass in spiaggia che avrebbero definitivamente chiuso la speranza di tornare al mare, iniziano ad apparire le ipotesi di controller in spiaggia che assicurino il rispetto delle norme ( idea che peraltro darebbe lavoro anche a quella parte di animatori che per ovvie ragioni si troverà’ in difficoltà e potrebbe essere una ottima alternativa) la possibilità di buffet con qualcuno che serve il piatto, di turni al ristorante nei villaggi. Insomma quanto meno ci si sta lavorando e, come sempre, le soluzioni ci verranno proposte. E io credo fermamente che, la voglia di vacanza, per questa unica estate infelice, comunque prevarrà. l’Italiano si adatta a tutto, da sempre. E considerando che sarà una unica estate (o almeno questo vogliamo tutti augurarcelo) passerà anche questa e non ci vedrà del tutto fermi. Sicuramente non vedremo numeri meravigliosi, ma inizio a pensare che comunque qualcosa si muoverà, e si potrà muovere non appena vengano appunto chiariti questi aspetti fondamentali che ci metteranno in condizione di sapere cosa vendere e soprattutto come venderlo.

Di fatto ci sono due aspetti da valutare, quello dal punto di vista Agenti di Viaggio e quello dal punto di vista clienti. Strettamente e inevitabilmente collegati l’uno all’altro, dato che senza i clienti non c’è agenzia.

Dal punto di vista Agenti di Viaggio diventa fondamentale la preparazione: i clienti vorranno avere certezza su ciò che troveranno in vacanza, vorranno essere rassicurati, dovremo avere ogni dettaglio possibile, forme assicurative opportune per dare vie di uscita fino all’ultimo, dati certi in merito alla gestione delle strutture. E non solo, ma anche le ns agenzie, ad oggi ancora oscure le norme sui dispositivi di sicurezza che dovremo adottare: parafiato, mascherine, sanificatori? Non ci è ancora dato saperlo.

E poi, la decisione più ardua di cui si è parlato: aprire subito o no? Lavorare da casa? Aspettare notizie certe e poi aprire? Un dilemma che infiamma la pubblica opinione in tutte le sue direzioni.

La mia opinione personale, è quella di aprire. Ovviamente ad orario ridotto, con risorse ridotte ( sperando nella proroga della Cassa Integrazione fino a fine anno), e con le spese contratte ai minimi termini. Ma tirare su quelle serrande, anche fosse solo per parlare da un metro e mezzo di distanza con i clienti, vuol dire mettere a chiare lettere “siamo qui”, vuol dire non dare ulteriore spazio alla rete che in questi giorni è stata la compagna più fedele di qualsiasi italiano, vuol dire ricordare subito che si ha una alternativa concreta e soprattutto più affidabile.

Perché il primo futuro su questo deve puntare: sottolineare e ricostruire una immagine di totale affidabilità e sicurezza che il Covid ha comunque reso ben evidente nei rientri a casa e nelle riprotezioni. Vuol dire: tu avrai pure un voucher nelle mani, ma, io sono qui per onorarlo. E farsi vedere a serrande aperte, in qualsiasi mente, genera senso di continuità. Viceversa, rispondere da casa… comunque non è la stessa cosa. Siamo un paese di persone tradizionali. Non a caso siamo l’unico paese al mondo dove i piccoli negozi di quartiere continuano a sopravvivere perché, comunque, ci piace la familiarità … Nei giorni successivi alla riapertura la gente avrà voglia di scambi, di parlare, di confrontare, di essere rassicurata. E a mio parere del tutto personale ed opinabile, restare chiusi potrebbe essere uno dei peggiori messaggi da dare. Non vederci ci equipara alla rete. E questo secondo me è un errore enorme.

Ma è anche vero che le realtà sono totalmente diverse sul nostro territorio ed è ridicolo pensare che la soluzione sia la stessa per tutti. Posso ben immaginare che in una città piccola, in agenzie magari non centrali e da sempre con pubblico fidelizzato questo sia diverso. E allora ha anche un senso ritardare le aperture perché cambierebbe poco. E appunto ritengo che ognuno di noi, così come ha deciso di rischiare nella sua professione scegliendo di diventare imprenditore, ha il sacrosanto diritto di decidere in prima persona cosa sia giusto fare per la sua realtà, e nessuno ha il diritto di dire “giusto” o “sbagliato”.

Per quanto riguarda il punto di vista del cliente, io credo che siano tutti nella nostra stessa condizione: confusi. E soprattutto non sanno più dove prendere risposte, visto che in rete e nei media ce ne sono troppe, ma nessuna garantita. E quindi così come sta accadendo in Cina dove sta scattando il Revenge Spendig, la gente avrà voglia di comprare dal vivo. Di parlare, sentirsi raccontare, dare soldi in mano a qualcuno che guardano in faccia. E parlare e spiegare, e far venire l’emozione e la voglia di muoversi a qualcuno, è storicamente certo che viene meglio dal vivo.

E’ ovvio che dovremo fare valutazioni basate su un contenimento dei costi assoluto. Ma è anche vero che aprendo a risorse limitate o addirittura da soli, ad orario ridotto, da continuità e non incide sui costi. Quindi cambia poco rispetto al lavorare da casa. Anzi non cambia affatto a livello di incidenze costo. E non facciamo confusione sugli aiuti di stato: non vengono tolti se si riapre, i tavoli delle emergenze, sanno benissimo che la situazione è ancora nel pieno disastro. L’emergenza, nel nostro settore, va considerata fino alla fine dell’anno, se non agli inizi della prossima primavera. E quindi non si devono confondere le due cose. Gli aiuti, che peraltro debbono ancora arrivare, devono andare avanti, sostenerci in tutto questo periodo. A costo di andarli a chiedere strillando sotto ogni Ministero preposto. La nostra capacità di ripartire, la ns creatività, la ns professionalità nella riapertura potrebbero solo trovare nuovi incentivi e nuova energia se ci verranno dati i giusti mezzi.

Di fatto le opinioni possono essere diverse, le posizioni contrastanti, ma su una cosa credo siamo tutti concordi: abbiamo bisogno di chiarezza, di dati certi, di informazioni. E ne abbiamo bisogno al più presto. Perché per ripartire, bisogna sapere come e con cosa poterlo fare. E dopo ad ognuno di noi la libera iniziativa, il libero arbitrio di scegliere se da casa, se in agenzia, se in cima ad un albero…. Ma a questo punto dobbiamo ancora una volta chiedere a gran voce: dateci il modo per poter ricominciare!

Noi come sempre, saremo pronti a tornare a viaggiare e a far viaggiare. Non aspettiamo altro.

Diario di una quarantena nei panni di un agente di viaggio

il 26 di gennaio 2020, tornavo con gli occhi pieni di meraviglia ed uno spirito assolutamente alle stelle da uno dei più bei fam trip degli ultimi tempi, quello di Boscolo in Giordania. Sette meravigliosi giorni con una organizzazione strepitosa, condivisa peraltro per una serie di fortuite coincidenze con colleghi che sono oramai amici carissimi, tutto molto speciale… e tornavo con una febbre da cavallo, 39 e mezzo, una tosse devastante… Avevamo condiviso una cena al Wadi Rum con una rumorosa e numerosa comitiva di cinesi…E proprio in quei giorni, si iniziava a parlare di Covid 19 in Italia. A Fiumicino i colleghi erano preoccupatissimi che mi portassero allo Spallanzani, cosa che, se fossi arrivata solo il giorno successivo, avrebbero probabilmente fatto. Ma, nessuno mi ha guardato, e siamo tornati nel nostro mondo di prima, come niente fosse. Ne tantomeno io ho pensato di aver avuto molto di più di una normale influenza…. Altra settimana di malessere, per poi ributtarci nella nostra quotidianità di preventivi, conferme, discussioni alternate con i tour operator e con i clienti particolarmente noiosi… insomma, la nostra vita di tutti i giorni, che di fatto amiamo tutti nonostante la nostra categoria sia particolarmente soggetta a lamentarsene.

Tra un webinair ed una mail però, si iniziava a diffondere sempre di più il concetto che qualcosa di diverso, di insidioso e nuovo si stava diffondendo intorno a noi. Cologno zona rossa… Vo zona rossa… l’intera Lombardia zona rossa… ma ancora non si era minimamente immaginato cosa potesse davvero significare questo Corona Virus, che, li per li, non ci ha subdolamente fatto capire niente., ma proprio tutti, abbiamo pensato che fosse una cosa si grave, ma che poi, in fondo, sarebbe passata come sono passate tante altre cose… Nessuno ha inizialmente immaginato quello che poi ci è accaduto. Perché oggettivamente una cosa come questa, nessuno la aveva mai vissuta prima. Si, nel 1920 c’era stata l’epidemia della Spagnola, ma, salvo avere nonni centenari nessuno con memoria attuale ce la ha mai raccontata. E non esistevano i mezzi di informazione attuali, che fin da subito hanno iniziato a scatenare un panico diffuso che ci ha portati a reagire difendendoci da quello che non volevamo accettare. Pandemia. Lockdown. Game over temporaneo.

Febbraio per molti ha iniziato a dare segni di una curva discendente nelle prenotazioni, ma ancora non così grave da capire.. poi.. Poi la fine. Dal 23 di febbraio in poi si è paralizzato tutto. Cristallizzato come se una malevola magia improvvisa avesse di colpo bloccato i sogni di un intero paese. Nessuno ha più osato nemmeno immaginare di viaggiare. Tutto fermo. Tutto immobile. Una atmosfera surreale ci ha circondati di colpo.

E ci siamo ritrovati a combattere con annullamenti, annullamenti, annullamenti. E riprotezioni per chi era all’estero, e rassicurazioni a chi doveva ancora tornare, e telefonate senza senso ai tour operator per cercare di capire qualcosa che nessuno tra di noi poteva capire. Nemmeno loro.

Il 2 marzo esce un decreto che prova (e che necessita di vigorosi aggiustamenti senza dubbio, ma che va riconosciuto come tentativo) a salvare in parte il futuro del nostro settore. E sancisce che si può rimborsare con voucher le pratiche annullate. Un voucher che se spiegato a dovere, è un passaporto per la certezza di tornare a viaggiare e di non aver buttato via i soldi. Ma anche cosi poco definito, che se non supportato dalla giusta comunicazione mediatica ai clienti è parso come un pezzo di carta qualsiasi se non un inganno. Di sicuro non il passaporto per il sogno interrotto che vuole essere, ma un ulteriore incertezza per il consumatore nel periodo più incerto della nostra storia moderna.

E noi? Noi agenti di viaggio, tour operator, operatori tutti di questo settore? Noi, ovviamente, caduti nel panico più totale. Di tutte le tragedie miste che da sempre siamo stati abituati ad affrontare, questa si è subito presentata come la più grande, la più devastante. La più impietosa. Perché tutte le altre almeno, davano qualche spiraglio di vita, lasciavano alternative.. Avevano rallentato, ma mai paralizzato. Questa no. Un virus fa paura. Un virus congela i sogni, le speranze, leva ogni fantasia. Un virus soprattutto, immobilizza quello che ci fa vivere, i nostri clienti.

Battuti a tavolino da un brutto pallino con le corna che non ci ha nemmeno fatti entrare in campo. Senza diritto di replica né di rivincita.

Ma siamo un popolo di strana gente noi… Lo ho detto mille volte e lo ripeterò fino alla noia. Campioni del mondo di problem solving, lo facciamo per default, e possibilmente sorridendo. E, passato il primo momento di sconcerto e panico assoluto, ognuno di noi, a suo modo, ha iniziato a reagire, a cercare di riempire di colori il grigio assoluto nel quale questa situazione ci ha gettati.

Aldilà delle mille attività per organizzarci e combattere insieme per i ns diritti, perché lo Stato si accorga finalmente che esistiamo, che siamo persone che da sempre si impegnano, studiano, si aggiornano, gente che guadagna poco e paga tutto, ma siamo tanti ed abbiamo tutti i diritti di essere considerati, rispettati, ognuno di noi ha cercato immediatamente di ricominciare a sognare.

E’ bellissimo in questi giorni vedere come si cerca di montare video, post, testi e grafica, idee, immagini…. Si sono aperti gli archivi fotografici dei mille viaggi fatti, si sono rivissuti momenti magici, ritrovati ricordi che avevamo in parte perduto… Ci siamo fotografati ricordando al mondo che prenotare in agenzia è sinonimo di garanzia, abbiamo fatto video simbolici, veramente tirando fuori ancora una volta il coniglio dal cilindro, con ironia, con determinazione. Ancora una volta l’amore per questo nostro lavoro ci ha ridato vita, forza, passione. E c’è chi dirà che tutto questo non serve a niente ai fini pratici… e forse è anche vero. Ma è il modo più giusto per noi per tentare di resistere mentre, a voce altissima, chiediamo allo Stato di darci una mano. Almeno nel nostro piccolo, la voglia di colorare il mondo non ce la può togliere nessuno. Anche in questa situazione.

Abbiamo immediatamente e senza sconti ricominciato a creare la cosa che sappiamo fare meglio: le emozioni.

E quando in una situazione come questa, si trova la forza di raccontare con amore un luogo, di trovare l’immagine giusta che trasmetta positività, vuol dire che di stoffa ce n’è tanta. E che per quanto il virus provi a distruggerci, no, noi non glielo stiamo permettendo.

Sarà dura. Fuori discussione. Dovremo ancora una volta cambiare pelle, imparare nuove regole, entrare in tecnicismi legali, assicurativi e quanto di più noioso esista, dovremo farci trovare preparati sui decreti sicurezza che usciranno per le mete di vacanza, dovremo aggiornarci su chi sarà aperto, come sarà aperto, mascherine, amuchina e – Dio non voglia – Plexiglass. Dovremo trovare i soldi, le strade per resistere, il coraggio e la determinazione in dosi extra…

Soprattutto dovremmo imparare a mettere emozione anche in una settimana in Calabria o in Sardegna, perché amici miei, emozionarsi per il Giappone o le Philippine è facile… per il resto…. ce ne vuole di amore per questo lavoro….. ma noi lo sappiamo fare semplicemente perché, aldilà della meta, noi ci crediamo.

Guardo al futuro ed in questo momento non vedo nulla con chiarezza, nemmeno la mia sopravvivenza, ma per assurdo che vi possa sembrare, una cosa mi appare certa… Finirà, il piccolo e brutto pallino con le corna verrà debellato, sepolto nelle profondità della memoria verso quanto più abbiamo odiato. Ma ricordiamoci tutti che, il mostro, ci ha insegnato a guardare al balcone di fronte e cercare un sorriso. Ci ha dato del tempo per riflettere, capire, creare… e che ancora una volta tutti abbiamo capito che amiamo ciò che facciamo e mai come in questo momento lo abbiamo amato così tanto.

Torneremo a viaggiare, torneremo a scoprire le meraviglie del nostro mondo. Ma soprattutto, non smetteremo mai di essere Agenti di Viaggio.

E di questo, scusatemi tutti, perdonatemi l’eccesso, ne sono profondamente fiera.

Cayo Largo… Da leggere per chi in questi giorni ha bisogno di sentirsi 2 minuti in paradiso…

Quando per ovvie ragioni di pubblica salute e di rispetto delle regole si deve stare chiusi in casa, ognuno di noi decide come impiegare questo tempo. C’è chi non si adatta, smania, e salta da un film ad una serie televisiva, c’è chi invece dopo i primi giorni di destabilizzazione, come me, ha scoperto che questo era un tempo quasi regalato, e lo si può impiegare dando spazio a tutte quelle passioni che abbiamo nel cuore, ma che lavoro, vita quotidiana, spesso tendiamo ad accantonare senza dargli lo spazio che meriterebbero.

Ma tutti, proprio tutti, abbiamo bisogno in questi giorni di fuggire almeno virtualmente con la mente, andarci a cercare il ns personale paradiso anche fosse per qualche momento, e rifugiarci sognando ad occhi aperti in un posto che sappiamo saprà portarci via almeno con la mente….

Personalmente, una delle cose che mi mancano di più è il mare… una mancanza quasi fisica, l’idea di non respirare l’aria di mare, sentire il profumo di salsedine, la sabbia che scricchiola sotto ai piedi, mi crea un grande fastidio… e allora ho cercato, tra tutti i mari del mondo, tra quelli che ho avuto la fortuna di vedere, il posto magico, quello che unisce tante cose tutte insieme, e che in un modo o nell’altro è nel mio cuore. E senza doverci troppo pensare lo ho immediatamente visualizzato.

Cayo Largo del Sur, parte dell’arcipelago Los Cannareos si trova al Sud dell’Havana, perso nel Golfo del Messico, fuori dal mondo, fuori da ogni cosa, disteso li, in un mondo speciale, fatto di natura e di armonia, posto unico al mondo. Indiscutibilmente un posto che resta nel cuore.

Come in tutta Cuba, non aspettatevi il paradiso per turisti organizzato, servizi eccellenti, hotel di alto livello, cibo e frutta tropicale. No. Niente di tutto questo. Anzi… hotel piuttosto basici, qualcuno un pò meglio, alcuni veramente essenziali. Cibo alquanto ripetitivo, poca varietà, poca frutta. Ma… ne abbiamo già parlato, Esta es Cuba…. Ho avuto modo di lavorarci per un lungo periodo, e quando arrivava (ed ancora funziona così) la nave con i rifornimenti per gli hotel, non si stava a guardare 3, 4 o 5 stelle: 100 ananas? parti uguali per ogni hotel. 100 papaye? idem. Senza troppi fronzoli. Cibo per tutti, uguale, senza discussioni. Qui le stelle le lasciano in cielo… e va benissimo così.

E allora cosa è ciò che fa si, che dopo qualche giorno a Cayo Largo, passati i primi momenti di tipica perplessità davanti a queste situazioni, tutti si sentono come persi in paradiso? Ve lo dico io… Tutto. La magia, la natura, la musica, il rum, la gente del posto, i sorrisi tranquilli, l’andamento lento e sensuale, il profumo della vita…

Ci si sveglia la mattina con una luce quasi magica, davanti ad uno dei mari più belli dei caraibi, che ha la particolarità di avere così tante sfumature di azzurro da non riuscire a contarle.. Cambiano il continuazione, blu scuro, azzurro chiaro, celeste intenso, turchese… il cielo ed il mare si fondono spesso, con una atmosfera che sa di libertà e di natura. La sabbia sembra davvero quel famoso borotalco di cui si parla quando ci si riferisce al tropico… fina, bianca, morbida… e si integra in quella tavolozza di colori a perfezione. C’è poco da fare: passeggiare verso il silenzio e la natura, perdendovi tra gli isolotti di sabbia e la vegetazione, con i cormorani che volano e spesso si avvicinano, il verso dei gabbiani, il rumore del vento, spesso dolce tra gli alberi. E’ quasi impossibile non sentire dentro una energia bellissima, un senso di pace profonda e di armonia… E forse, proprio questo suo essere così poco organizzata e particolare che determina la particolarità di questo luogo.

Le spiagge degli hotel dopo i numerosi uragani degli ultimi anni, sono piccole e non comode, spesso quasi totalmente erose dal mare, ma in compenso, basta scegliere tra le tante spiagge sul versante opposto agli hotel di questa isola, come Playa Paraiso, senza attrezzature, in mezzo al nulla e vivendo la natura, Playa Sirena, più organizzata, ma bastano 30 metri di passeggiata per trovarsi da soli, con il mare così trasparente che potrete contare decine di stelle marine e di paguri giganti… qui l’unico rumore che si sente è quello della risacca sulle rive sottili… si passeggia in solitudine fondendosi in quell’ambiente così armonioso così spontaneamente, da ritrovare per forza anche noi una armonia interiore totale. Un tempo ci si spostava con il trenino gratuito che girava tra le varie spiagge, oggi si possono anche affittare quad, cosa che consiglio vivamente, perchè senza vincoli di orario si può semplicemente puntare un angolo di paradiso e decidere di fermarsi, tra un bagno ed un pò di sole, vivendo in completa solitudine questo spicchio di paradiso.

Si vive la spiaggia spaziosa e bianca da far male agli occhi, tra un mojito ed una pina colada, con il sottofondo della musica spesso suonata dal vivo dai complessi musicali statali che vengono inviati per il turismo sull’isola con turni di 20 gg, ma che comunque amano il loro lavoro, e per quanto possa sembrarvi turistico e posticcio, vi posso garantire che le loro canzoni suonate con amore trasmettono un sentimento di grande intensità… tutto si dilata, e si riesce a capire perchè in questo paese l’amore è pura passione. Si perde il senso del tempo, e alla fine non importa se turistico o no.. si ha la sensazione di serenità e di allegria che tutti cerchiamo nei ns momenti di vacanza. Fu proprio grazie ai musicisti a Playa Sirena che conobbi un pezzo di Pablo Milanes, “Yolanda” che a tutt’oggi se lo ascolto, riesco quasi a sentire l’odore del mare di Cuba… e credo sarà sempre così. Ve la inserico affinchè, se la ascoltate mentre proseguite la lettura, magari la sensazione si fa più tangibile:

La vera magia di un soggiorno a Cayo Largo sono però le giornate passate in catamarano lungo l’archipelago, tra snorkeling, mangrovie, atolli deserti, iguana di varie dimensioni. Una giornata navigando per un mare così bello ed un contesto così particolare che non si dimentica più…. Cayo Rico, Cayo Iguana, atolli senza nome… el Quinto Canal un punto dove si incrociano fondali bassi e picchi di barriera scoscesa… tartarughe, barracuda, e la musica che ogni capitano che si rispetti non spegne mai… e si mangia in barca, il pranzo cucinato dall’equipaggio che spesso include l’aragosta cotta con la birra ed accompagnata da arroz blanco, a volte se siete particolarmente fortunati, del platano fritto (una sorta di banana più grande e meno dolce), un pò di insalata e frutta…. niente di che, ma che insieme a tutto il contesto diventa ottimo e incredibilmente gustoso… Un mix perfetto tutto l’insieme, il mare, il catamarano, la musica, il vento, il rum che non manca mai….qualcosa di così intenso e speciale che qui davvero si capisce che un viaggio è qualcosa che porteremo con noi per sempre.

E la sera? Niente, o poco più… Animazione per chi ama il genere negli hotel oppure, alla Marina, il centro dell’isola dove risiedono i lavoratori che non vivono qui, ma vengono da tutta Cuba, qualche piccolo bar, un pò di musica dal vivo, e ancora una volta, il dolce profumo del mare ed un cielo da manuale, così fitto di stelle da sembrare finto. Passano le serate con son di sottofondo, rum come sostegno, e pigre chiacchiere in leggerezza. Praticamente il paradiso continua…

Una delle cose più belle, è che tra tanti paradisi, Cayo Largo resta uno di quelli più abbordabili, con prezzi assolutamente ragionevoli, un piccolo paradiso per tutti, che però se saprete mettere da parte capricci da snob, vi regalerà una delle più belle emozioni della vostra vita… Cuba è questo, non ti conquista per i suoi servizi… ma ti strega per il suo cuore selvaggio e musicale, per la sua natura sfacciata, per la sua atmosfera pigra e sensuale, che non cambia per nulla e per nessuno, semplicemente ti si presenta così, o la odi o la ami… ma se la capisci… la amerai per sempre.

Ecco, ora, dopo queste parole, possiamo anche rientrare nella nostra realtà momentaneamente in lock down, senza poter uscire, aspettando che finisca questa infinita quarantena e che si possa tornare alle ns vite… ma spero che per qualche minuto siate venuti con me… a vivere il mare, virtualmente ma…. davvero! Ovviamente a Cayo Largo ci si va solo con una agenzia di viaggi non c’è altro modo e potrete valutare con un professionista quali tra gli hotel del posto è più giusto per voi, per le vostre esigenze, dal 3 stelle al 4 superior…. ma sapete bene che prenotare attraverso una agenzia è in assoluto la scelta migliore… in questo caso l’unica possibilità perchè Cuba sceglie di farvici arrivare solo in questo modo… ma credetemi… non ve ne potreste pentire in nessun caso…

Agenzia di viaggi, mai come nel post Covid sarà il vostro alleato per vacanze e viaggi

nel lento scorrere delle giornate della quarantena da Covid19, è inevitabile riflettere su come questo tsunami cambierà definitivamente le abitudini e la mentalità dei consumatori rispetto ai viaggi. E nella riflessione è naturale pensare a quanto ha caratterizzato gli ultimi anni.

Abbiamo assistito ad un mercato che con l’avvento della rete, inizialmente sembrava destinato a cancellare la figura dell’agente di viaggio. Di colpo, tutti, si sono sentiti “fenomeni da tastiera”, hanno pensato di avere ogni competenza per programmarsi viaggi, hanno guardato con aria quasi superiore quei poveri agenti “che tanto vendono solo villaggi”, e si sono avventurati a prenotare, scegliere destinazioni improbabili, decidere itinerari, sbandierando i successi e nascondendo miseramente gli errori fatti nei loro acquisti.

Perchè è facile dire “è andato tutto bene” quando nascondi in verità l’albergo sbagliato, quello poco adatto, quello sporco… si sa, quelle sono le cose che, se per sbaglio compri in agenzia, corri a dirle al ritorno a chi ti ha venduto il viaggio, inventandoti anche quello che non c’era… ma se invece lo hai fatto tu… bhe, si può sbagliare no???

No. Non si può sbagliare su quella che è una delle cose più importanti dei ns giorni, il tempo libero, le vacanze, il sogno. Non si può, nè si deve. E infatti, dopo un paio di anni di entusiasmo per la rete, la curva è tornata a sorridere alle agenzie… Chi questo mestiere lo fa davvero e con professionismo e sudore, sa benissimo quante sono state le telefonate di turisti “fai da te” abbiamo ricevuto con richieste di aiuto perchè magari quell’hotel che sembrava bellissimo invece non lo era, o peggio ancora non c’era del tutto. E quante volte avremmo voluto dire “arrangiati” ma poi l’etica professionale e l’amore per questo mestiere non ce lo consente e ci siamo trovati ad aiutare anche quel famoso cliente che ti dice “io lo so perchè me lo ha detto mio cugino, il mio amico, l’amico dell’amico, il gatto, la vicina di casa o chissà chi altro”.

Ecco questo vorrei dire a tutti quei personaggi… Sapete che mestiere fa un agente di viaggi? Sapete che per quanto il cugino, l’amico, il panettiere ne possano sapere “per sentito dire” o perchè una volta in vita loro sono andati in un posto, noi invece ci documentiamo, studiamo, ci aggiorniamo… E magari quello che quest’anno è bello, l’anno dopo sappiamo solo noi (perchè che vi piaccia o no è il ns mestiere) che cambierà gestione e non sarà lo stesso o magari l’invasione di cavallette, o di topi o il ciclone inaspettato, lo ha rovinato… Scherzi a parte. Sui viaggi non ci si improvvisa. Mai.

A tutti vi piace sognare su una destinazione, studiarci su… nessuno come un agente di viaggio può capirlo, considerate che di questo, noi, tanti anni fa, abbiamo scelto di farne un mestiere… E pensate solo quanti anni di esperienza fanno si che non ci limitiamo a saperlo fare meglio di chiunque altro… facciamo molto di più. Costruiamo con attenzione certosina emozioni. Inizierete a vivere queste emozioni già nel momento in cui vi metterete seduti davanti ad uno di noi. Negli anni abbiamo imparato anche l’arte del comprendere cosa cerca un cliente. Perchè non c’è niente da fare, ognuno ha le sue personali esigenze, quello che è giusto per qualcuno, magari è assolutamente pessimo per qualcun’altro. Ed è quella la ns vera magia, sapere sempre, con ridottissimo margine di errore, quale sarà in quella destinazione, tra i tanti posti che già conosciamo ed abbiamo testato quasi sempre di persona, quello che sarà perfetto per voi. E magari con tutte quelle informazioni di contorno come esperienze da fare, ristoranti giusti, scorci e panorami, che per voi, ora che li scopriate, sarebbe finita la vacanza, per noi, sono pane quotidiano… In pratica un agente di viaggi vi taglia la vacanza addosso in modo sartoriale.

Ottimizzare il vostro tempo in modo magistrale, vivere le emozioni di chi ha negli occhi e nel cuore il sogno che state per vivere, vuol dire arrivare sul posto pronti a vivere solo il meglio di ciò che vi aspetta e con una leggerezza che non sapevate di poter avere.

Ci sono poi una serie di leggende metropolitane sull’agente di viaggio da sfatare una volta per tutte tipo:

  • ” in agenzia costa di più”. No. Non solo non è vero, anzi, spesso le tariffe a cui accediamo noi non sono accessibili ai più. E se arrivate con la solita tariffa da booking.com sappiate che spesso non include le tasse, non include la colazione, non include tante di quelle cose che poi pagherete sul posto che, se alla fine fate il totale vero, a vacanza fatta, l’agenzia vi aveva dato la stessa cosa per meno soldi. E con maggior certezza di risultato.
  • “l’agenzia applica la commissione”: NO. le commissioni le pagano a noi direttamente i tour operator o le strutture. Non voi. e ce le pagano esattamente come le pagano ai vari portali on line. Solo che voi non lo sapete.
  • “in agenzia vendono solo cose già pronte, come i tour o i villaggi” : ancora una volta NO. Niente di più stimolante per un vero agente di viaggi mettersi a tavolino e disegnare con voi qualsiasi cosa vogliate. Solo che a farlo e a consigliarvi, è qualcuno che i posti li conosce, che vi offre garanzie, che per qualsiasi problema risponderà al telefono anche alle 2 di notte mentre voi siete ovunque nel mondo.

Parliamo ad esempio di garanzie: sapete che oggi come oggi acquistare un viaggio in agenzia vuol dire avere la certezza di partire, anche se la stessa agenzia chiudesse domani, chi è serio, dispone di uno speciale “fondo di garanzia” che vi tutela da ogni rischio, garantendo il vs viaggio in ogni caso. E che non è lo stesso nei portali on line. Se sparissero, impazzireste a trovare la strada per fargli causa, e nel migliore dei casi non recuperereste altro che una parte dei vostri soldi e dopo un tempo lunghissimo.

Ultima nota: proprio oggi, nel post Covid, abbiamo visto che chi era in viaggio nei primi giorni dell’emergenza, dove aveva una agenzia alle spalle, non ha dovuto fare altro che sentirla telefonicamente e, avere in tempi rapidi, veloci e in piena serenità, la riprotezione ed il ritorno a casa.

E quelli che avevano prenotato da soli? bhe sono storie di tutti i giorni… appelli in tv, proteste, disperazione ed impazzimento… cambi di orari aerei senza avviso, tempo buttato in aereoporto perchè nessuno si è preoccupato di chiamarli, tempo in ansia perchè da soli nessuno li ha tranquillizzati dicendo “ti porto a casa”. Noi agenti di viaggio si. A tutti, dal primo all’ultimo.

Resta da dire questo: viaggia con chi viaggia. Con chi di questo ha fatto un mestiere, un arte. Con chi tratta i tuoi soldi come fossero i suoi, e ti fa iniziare a sognare già nel momento in cui entri in agenzia, trasmettendoti entusiasmo, passione, competenza…. Il viaggio è una cosa seria. Noi diciamo “un viaggio è per sempre” perchè da ogni viaggio si riporta qualcosa che resterà dentro di noi per sempre. Ed affidarsi ad un professionista vuol dire avere la garanzia che sarà così. Aldilà di tutto.

E come ultimo messaggio: il nostro paese vive di turismo. Siamo uno dei pochi settori del paese che da sempre ci ha sostenuto, fatto conoscere ed amare nel mondo. E mi sembra giusto in questo momento sostenere chi il paese lo ha sostenuto per anni. Per cui, con un sorriso (perchè come si dice, noi sorridiamo, internet no), la prossima volta, quando stai per cliccare… pensaci, e … entra in agenzia! Noi ti aspettiamo con garanzie ed entusiamo!

Havana.. una storia di rumba, sol y alma

ho sempre dichiarato che se esiste un luogo che io considero come la mia seconda patria, quello è sicuramente Cuba…e per quanto potrete visitare nella Isla Grande, niente parla della sua anima come la Havana.

La prima volta ci misi piede quasi 30 anni fa.. e la trovai così distrutta e decadente eppure…. eppure fin da allora mi entrò nel cuore. Passeggiare nel Malecon, il lungomare, allora voleva dire trovarsi davanti ad una delle architetture coloniali più belle del mondo, che nemmeno lo stato di profonda decadenza in cui era, riusciva a renderla meno speciale… al tramonto la gente si sedeva lungo i bastioni di pietra, un pò di musica, qualche bottiglia di rum e così passavano le caldi notti cubane.

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Vietnam e Cambogia alla scoperta di un mondo incantato

Questa volta voglio portarvi con me in un tour meraviglioso, di quelli che restano per sempre nei ricordi, che ti fanno scoprire un mondo diverso e unico nel suo genere. il 12 di novembre in collaborazione con il tour operator Viaggi nel Firmamento, siamo decollati verso il Vietnam con destinazione sud, Ho Chi Min ed il Delta del Mekong e, a seguire, verso la Cambogia.

Ho Chi Min, o Saigon come tutti continuano a chiamarla è una città dal carattere profondamente orientale e assolutamente non turistica, completamente moderna, e colorata così come solo le capitali orientali sanno essere. Uno dei primi suggerimenti riguarda ovviamente l’acquisto di una sim locale, qui la rete funziona benissimo e con circa 7 dollari di spesa potrete fare circa una settimana di internet illimitato e ben servito pressochè ovunque.

Siamo andati a zonzo per le sue vie invase dai motorini, pensate che qui ci sono circa 15 milioni di abitanti per 11 milioni di motorini, che in effetti vengono utilizzati come mezzo di trasporto pesante. Considerate che la legge consente l’utilizzo in 3, due adulti ed un bambino, come fosse una cosa normale. Ed infatti la cosa più normale è quella di trovarsi circondati da flotte di due ruote a perdita d’occhio, cavalcati da una variopinta qualità di persone. E’ buona abitudine tenere gli occhi ben aperti proprio perchè qui la distinzione tra camminare a piedi o in motorino è alquanto sottile e si rischia di essere presi in pieno, ma con gli occhi aperti è anche divertente girovagare in città.

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Philippine nel cuore

20190606_155227Pochi sanno che uno degli ultimi paradisi rimasti incontaminati, e che, ad oggi, offrono tutta la meraviglia di una natura unica, di un mare dai colori così intensi da rimanere senza parole, e per non farsi mancare nulla, anche il piacere di una soprendentemente piacevole città coloniale, sono le Philippine.

Ho avuto l’onore di poterle visitare grazie a Viaggidea, nel mese di giugno, giusto all’inizio della stagione meno felice, e ne sono tornata stregata, meravigliata da uno dei luoghi più selvaggi e belli che ho visto nella mia vita.

Abbiamo volato via Abu Dhabi, con una sosta di due giorni nella seconda città degli Emirati Arabi, un pò storditi dallo sviluppo esagerato che sta avendo la città, e poi diretti su Manila, che ci ha accolto con un clima sorprendentemente buono. Manila ti soprende.. perchè trovare in pieno oriente una città coloniale con molti scorci che ricordano La Havana, è veramente qualcosa di inaspettato. Città di fortissimi contrasti, super tecnologica, ma anche circondata da slums dove la povertà è violenta. La zona centrale è curata e molto “europea”, i quasi 500 anni di dominazione spagnola si respirano in ogni angolo, la cattedrale, gli scorci cittadini che ricordano gli angoli assolati e silenziosi delle capitali caraibiche…. e poi i centri commerciali enormi, dove è facilissimo reperire qualsiasi cosa tecnologica, i ristoranti esclusivi, raffinati, lo skyline innovativo ed improvviso nella zona di Makati, la zona più centrale della città.

Da non perdere un aperitivo nella terrazza panoramica del Raffles Hotel, un giro ad Intramuros, Città dentro le mura, ex centro della presenza spagnola in città, la visita di Fort Santiago, fortezza militare spagnola testimone di eventi fondamentali nella storia della città.

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