QUANDO SPERANZA BALLA IL VALZER E VIAGGIARE RESTA UN SOGNO

Siamo arrivati veramente ad un punto in cui tutto sembra non avere più alcun senso…. E’ di questi giorni la notizia dell’apertura ai viaggi per turismo in paesi della zona C. 

E tutti a rallegrarsene, i voli charter con fotografi e reportage, qualche timido tentativo di clienti incuriositi… una atmosfera quasi post nucleare, con tanta voglia di fare e poche certezze..

Ci hanno lasciato 3 giorni tranquilli, tutti con la mente verso la prossima estate, speranze timide che si sono riaffacciate alle nostre scrivanie…. E poi….

Questo è il paese dove tutti parlano. Anche io… quindi lo possono fare proprio tutti. 

E ognuno, serenamente, tira acqua al proprio mulino. Il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca,  si è precipitato a protestare, se vogliamo anche con ragione, contro il fatto che si possa viaggiare all’estero, e non in Italia. 

Dato assolutamente vero e peraltro totalmente assurdo.

Bocca e una serie di partiti politici, hanno immediatamente cavalcato la notizia, con un sonoro “j’accuse” contro il ministro Speranza, facendo notare che decidere di aprire le frontiere e chiudere le regioni è una decisione quantomeno controversa. 

E ripeto mai ragione fu più fondata. 

Solo che viviamo, ripeto,  nel paese della comunicazione strumentalizzata, e soprattutto in un paese in cui, per ragione di pura propaganda politica, le reazioni del singolo, specie quando questo singolo è Ministro della Salute, diventano vendetta a cielo aperto.

E’ di oggi l’ordinanza del suddetto Ministro Speranza dove si stabilisce che, rientrando da qualsiasi paese, anche Ue, diventa d’obbligo la quarantena…. 

Con buona pace dei poveri vacanzieri di ritorno, che si troveranno a dover restare a casa comunque, ferie o no. E con delirio totale di chi stava pensando di muoversi (e che ci avrebbe fatto comodo a tutti).  

E tale ordinanza uscita in modo tanto puntuale dopo le dichiarazioni di opposizione e di Federalberghi, sa veramente tanto di ritorsione inutile e dannosa. E soprattutto non fa che acuire una guerra tra poveri che non aiuta nessuno, soprattutto il nostro settore, che, ancora una volta,  ne paga ogni costo.

A questo punto viene spontaneo chiedersi se la politica o meglio, la guerra mediatica di forza tra governo ed opposizione, tra Speranza ed il resto del mondo, sia una guerra tollerabile o se qualcuno con più grano salis debba a questo punto intervenire di urgenza per imporre una maggior collaborazione tra Ministeri e, ancora di più, una pianificazione strategica per la ripartenza del settore.

Perché, di questo passo, non solo il settore non riparte, né in Italia, né per i viaggi all’estero, ma soprattutto, l’industria del Turismo italiano perde quote di mercato nei paesi stranieri, priva della giusta programmazione che da sempre ci ha caratterizzato. I paesi europei comprano voli, pianificano vacanze per l’estate, trovano soluzioni di procedure, impongono tamponi, verifiche e quanto sia di opportuno utilizzo per far ripartire il settore. 

Il nostro Paese invece,  balla il valzer del Ministro, indeciso tra un passo lungo di riaprire e la giravolta di imporre la quarantena.

E’ evidente che la posizione di Maavi non vuole in nessun modo essere politica, Dio ce ne guardi, ma è semplicemente una posizione di criterio e di riflessione: di questo passo, non solo non ne usciamo più, ma soprattutto stiamo continuando a danneggiare la nostra immagine, perché di tutto questo balletto ideologico, di tutte queste mancate prese di responsabilità da parte di chi dovrebbe prenderne per dovere di ruolo, l’unica cosa che resta nella mente della gente è che non si può prenotare niente perché se oggi prenoti perché dicono che si può, domani cancelli perché qualcuno ha cambiato idea, in barba ad ogni saggia riflessione su una ripartenza programmata ed in sicurezza.

Chiederemo spiegazioni? Ma certo che si. Chiederemo spiegazioni, soluzioni, procedure. Ma di fatto, per quante spiegazioni o procedure possiamo chiedere, forse l’unica cosa che sarebbe opportuno imporre a questo punto è un sano out out al caro,  quanto evidentemente fragile Ministro Speranza, che dimostra ancora una volta un tessuto strutturale alquanto liso e non all’altezza del ruolo.

Ma soprattutto ci chiediamo se non sia arrivato il momento di arrabbiarci davvero, tutti insieme, per far si che si inizi a fare seria programmazione di procedure e date di apertura, senza ulteriori sbandamenti, senza cambi di umore e di posizione. 

Perché a noi ballare ci è sempre piaciuto. Ma sulle note di una canzone e non sulla aritmia psichica di chi non ha più la forza di reggere questo carosello. 

Perché alla fine di questa canzone chi ne paga le conseguenze ogni giorno più pesanti siamo noi. E non ne possiamo davvero più. Viaggiare sembra davvero essere diventato un sogno, che per colpa di inesperienza ed incapacità di creare procedure si sta trasformando in un incubo. E questo non possiamo davvero più permetterlo.

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